Alla fine il piano paesistico è arrivato a scadenza e in attesa della riunione di lunedì del consiglio regionale, tra oggi e domani c’è un vuoto legislativo sulla legge edilizia regionale. Non è servita la protesta del Movimento 5 Stelle e lSilvana Denicolò, capogruppo del M5S Lazio, dichiara: “Quanto accaduto nelle due ultime riunioni con gli altri capogruppo è stato tragico per il Lazio.
Le decisioni sono affidate a Leodori che è superpartes poichè in balia sia di Zingaretti che di Storace. In consiglio e in capigruppo sembra uno di quei turisti che si fanno fregare al banchetto delle tre carte di Porta Portese con Storace dall’altra parte e il resto del PDL, o comunque si chiami ora, a far da compare con l’eccezione di Righini. Del PD non parlo perché sono in chiara confusione come dimostrato dai comunicati fatti diramare da Vincenzi nelle ultime ore e dagli sms che ci inviano. Da quando sono capogruppo sono sempre più convinta che c’è bisogno di più donne nella politica, soprattutto con uomini come quelli che davanti al buonsenso ed al futuro della loro terra oppongono la grossolanità. Dispiace dover aggiungere che nonostante fosse una riunione riservata ai presidenti di gruppo era presente un amministrativo che, da regolamento, non dovrebbe avere nulla a che vedere con questioni meramente politiche e legislative a meno di non essere espressamente interrogato e, soprattutto, non dovrebbe urlare. Ieri notte siamo usciti dall’aula per responsabilità, la stessa che avrebbero dovuto dimostrare i miei colleghi macho facendoci approvare la proroga prima di domenica. Riguardo quanto dichiarato da Storace, abbiamo smesso di dargli importanza da molto tempo, da prima che si facesse scippare il simbolo e confinare nella periferia del potere. La storia di questa terra ci insegna che quando si parla di ‘edilizia, ambiente e vincoli, fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, soprattutto se c’è di mezzo Civita. Per questo rivolgo un invito a tutti i cittadini, specialmente quelli impiegati negli uffici comunali: vegliate sui progetti depositati nei giorni di vuoto legislativo e chiamateci in segreteria alle prime avvisaglie di rischio per il territorio laziale. Noi non abbassiamo la guardia, non fatelo neanche voi, non lasciamoli stuprare ancora la nostra terra.”
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