Ripartire da un’idea di sviluppo territoriale, tornando a ragionare comprensorialmente anziché in maniera autonoma e slegata dalle altre realtà amministrative. Si può riassumere con queste parole il senso del Protocollo d’Intesa “Piano strategico territoriale per lo sviluppo socio-economico dell’area vasta Provincia di Latina”, sottoscritto nei giorni scorsi dal sindaco di Priverno, Angelo Delogu. Il protocollo, cui hanno aderito i 33 Comuni della provincia pontina e la Camera di commercio, servirà a delineare una strategia di sviluppo che tenga conto delle peculiarità territoriali e sociali delle realtà interessate e che permetta loro di accedere a fondi regionali e comunitari. “Nel corso della campagna elettorale – ha afferma il primo cittadino privernate – ho più volte ripetuto che c’era bisogno di tornare a ragionare a livello comprensoriale, di dover tornare a ragionare di crescita e sviluppo con i nostri ‘vicini di casa’. La firma di questo Protocollo non è che il primo passo verso questa direzione: solamente se riusciremo a coordinare tutte le azioni da intraprendere e muoverci verso un’unica direzione riusciremo a tirare i Comuni della provincia fuori dal pantano in cui sono terminati”. A spingere i Comuni a consorziarsi nel “Patto per lo sviluppo” le decisioni della Comunità Europea e della regione Lazio di premiare, dal punto di vista economico e finanziario, quelle realtà locali capaci di cooperare e fare sistema. “Siamo chiamati ad un banco di prova molto importante – ha continuato il sindaco Delogu. Il Patto rappresenta, per molte realtà imprenditoriali e associative, un ultimo appiglio di salvezza per riuscire a superare la crisi economico-finanziaria. Le direttive per la Politica di coesione 2014-2020 della Commissione Europea e il Programma Operativo Regionale sono due grandi occasioni che difficilmente si ripresenteranno: negli anni passati i fondi europei sono stati utilizzati poco e male, andando dispersi in mille, piccoli, rivoli. Occorre, invece, un piano strategico integrato che permetta di concentrarsi su obiettivi di vasta portata: bisogna puntare su grandi opere che coinvolgano tutti i soggetti firmatari del Protocollo. Il nostro territorio è in sofferenza ormai da troppo tempo ed è compito di noi amministratori dare risposte precise e puntuali alle loro esigenze”.
Mario Giorgi
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