Non solo a livello nazionale, ma anche nei vari consigli regionali dove è presente il Movimento 5 Stelle con il passare dei mesi prende coraggio e inizia proteste sempre più palesi e incidenti. E’ successo ieri al Consiglio Regionale del Lazio dove gli esponenti M5S, stanchi di non ricevere risposte, nel caso specifico in merito alle conseguenze della mancata proroga al Piano Territoriale Paesistico Regionale che scadrà domani, 14 febbraio 2014, ha deciso ieri di occupare l’aula del Consiglio Regionale del Lazio fino a quando non sarà convocata una seduta d’urgenza prima della data citata. Chiaro il messaggio lanciato sul proprio sito dai grillini laziali: “Se non viene approvata la proroga entro il termine sarà possibile, almeno nei giorni di ‘vuoto legislativo’ che potrebbero intercorrere tra tale termine e la prossima seduta del consiglio costruire in zone vincolate; aumentare le cubature degli immobili; aprire una centrale a Biogas in territori vincolati; stravolgere l’urbanistica dei centri storici e l’assetto del territorio regionale. Occupiamo l’aula fino a quando il presidente Leodori non ci garantirà che entro venerdì sarà convocato il consiglio che deve essere al servizio dei cittadini e non dei costruttori e degli speculatori”. La seduta è quindi iniziata con più ritardo del solito e sono sempre i Cinque Stelle a far sapere: “Contrariamente a quanto dichiarato dai protagonisti a mezzo stampa, la colpa di tanta agitazione è stata della dottoressa Petrangolini. Proprio lei, quella che ha diretto il comitato elettorale di Zingaretti, l’eletta nel listino bloccato, quella che non vuole la commissione sulla malasanità e ci guarda sdegnosa. La sua colpa è stata di aver spiegato a Ballarò che i vitalizi si possono tecnicamente tagliare, anche se la sua proposta porterebbe a risparmiare la metà rispetto alla nostra. Coloro che attendono la maturazione del proprio diritto acquisito per le precedenti scorrerie nelle istituzioni si sono inalberati e c’è stata una lunga discussione che ha avuto la conseguenza di dover annullare il consiglio straordinario sui trasporti, previsto per il primo pomeriggio. Approfittando della pausa pranzo abbiamo depositato la nostra proposta di legge sui vitalizi. Abbiamo letto il panico negli occhi di alcuni, poiché le nostre non erano più sole parole, adesso ‘manent’e non si poteva più dire ‘faremo’, ora c’era una proposta, aperta al contributo di tutti ma fondata su quattro punti fermi: divieto di cumulo, passaggio al regime contributivo, innalzamento dell’età (da 50 a 65), contributo di solidarietà del 30%. Dopo un’ora sarebbe dovuto iniziare il Consiglio straordinario, invece il vicepresidente che attende un cumulo di vitalizi ha di nuovo messo nel sacco l’improvvido Leodori perché, approfittando della generale confusione ha richiesto il numero legale, che dava 24 incluso Zingaretti, il quale è considerato il 51esimo consigliere, anche se a via della Pisana si vede meno di certi dipendenti. Il numero non c’era e la seduta è stata sciolta”. Di qui la presa di posizione dei rappresentanti M5S che spiegano : “Prima di pronunciare la formula di commiato, Leodori non ha convocato la capogruppo come previsto e il consiglio per venerdì, ultimo giorno per votare la legge di proroga al Piano Territoriale Paesistico Regionale e non lasciare il Lazio nell’anarchia edilizia. Abbiamo protestato ma i responsabili hanno risposto che non c’è problema, non succede niente. Considerando che chi ha pronunciato l’ultima frase ha già un paio di sentenze sulle spalle e che l’assessore che a tarda notte ci ha accusato di fare rumore per nulla è celebre per la sua disponibilità nei confronti di un Supremo attualmente ai domiciliari, avevamo i nostri dubbi a far decadere una legge che applica vincoli sull’edificazione in zone protette e che, nel caso dei piccoli comuni, è spesso l’unico piano paesistico che difende il territorio dalla speculazione. Dalle 00.01 del 15 febbraio non ci saranno norme a bloccare la centrale a biogas di Gallicano, non ci sarà una legge che sancisce che non si può modificare un centro storico”. Poi le considerazioni: “L’aula di via della Pisana non era mai stata occupata; c’è sempre una prima volta. Ci bastava la telefonata di Leodori che ci annunciava che venerdì ci saremmo riuniti per i dieci minuti necessari ad approvare la legge e saremmo tornati a casa, invece non è accaduto niente e noi siamo rimasti”.

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