Le consigliere comunali di minoranza Carmela Porcelli e Monica Tomassetti hanno presentato un’interrogazione indirizzata al sindaco Terra, all’assessore alla Pubblica Istruzione Francesca Barbaliscia, alla segretaria generale Elena Palumbo, al Dirigente III Settore Vincenzo Cucciardi e al dirigente Settore II – Finanze, nella quale si legge: “Premesso che il servizio della mensa scolastica è finalizzato ad assicurare agli alunni la partecipazione del tempo pieno; che una corretta alimentazione è fondamentale per il mantenimento di un buon stato di salute; che il servizio di refezione scolastica è un servizio che nell’ambito delle competenze proprie dell’amministrazione comunale ha quale scopo di promuovere corrette abitudini alimentari coinvolgendo direttamente le rispettive famiglie, nonché favorire la strutturazione di corrette abitudini alimentari; che la refezione scolastica è un momento aggregativo e pedagogico per gli alunni di ogni ordine e grado e che le famiglie devono essere informate sulle finalità della refezione scolastica e coinvolte in un percorso di educazione alimentare che affronti il significato del menù educativo, la stagionalità della verdura e della frutta, e soprattutto l’obesità infantile. Considerato che Con delibera n. 2 del 31 gennaio 2013 il consiglio comunale di Aprilia ha approvato il Regolamento comunale Controlli Interni; che l’art. 6 del predetto regolamento prevede che il “Controllo della qualità dei servizi finalizzato a garantire il controllo della qualità dei servizi erogati al cittadino e a misurare la soddisfazione degli utenti esterni e interni dell’Ente; che all’articolo 7 il predetto regolamento prevede le modalità di controllo di soddisfazione dell’utente del servizio erogato sia dal comune che da enti esterni; che per garantire la partecipazione e il controllo sui pasti somministrati ai bambini delle scuole dell’infanzia e primaria viene istituito un organismo di controllo come la commissione mensa; che, da notizie apprese da alcuni rappresentanti d’istituto risulta che il procedimento previsto dal regolamento è troppo farraginoso e prevede tempi lunghi per l’avvio delle stesse procedure di istituzione della commissione mensa (il torno di tempo tra le lettere di richieste inviate dall’amministrazione i tempi di risposta e le adesioni degli istituti scolastici è troppo dilatato) nonché richiede che tutte le scuole aderiscano prima della sua istituzione mentre potrebbe essere istituito e messo in condizioni di operare anche al raggiungimento di un numero minimo di aderenti; che la composizione della commissione mensa prevede, tra gli altri, la partecipazione di uno o più genitori referenti per ogni plesso scolastico, di uno o più insegnanti in rappresentanza dei vari ordini di scuola, di uno o più rappresentanti del personale addetto alla preparazione e somministrazione dei pasti. Si interroga l’assessore e il sindaco per sapere come mai non si ritiene opportuno, viste anche le recenti notizie stampa sulla qualità dei cibi somministrati in alcuni plessi scolastici, provvedere al più presto all’istituzione e al funzionamento della commissione mensa anche per raccogliere suggerimenti, promuovere idee ed iniziative, esaminare proposte di informazione–formazione, analizzare situazioni di disagio organizzativo con gli utenti, rilevare le eventuali disfunzioni, le problematiche specifiche sui menù adottati anche attraverso indagini e questionari (come del resto previsto dal regolamento richiamato in premessa); se non si ritiene opportuno elaborare un regolamento ad hoc per il controllo e il coordinamento della attività della commissione mensa onde favorirne il funzionamento e garantire la corretta gestione del servizio nell’interesse dei tutti, dei bambini prima di ogni altra cosa”.
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