Sempre più interesse sta suscitando la ricerca sull’antico cecubo setino, che il Gruppo in difesa dei Beni Archeologici di Sezze sta conducendo in collaborazione con la Società Friulana di Archeologia, e a cui stanno lavorando ben tre Atenei: le Cattedre di Viticoltura delle Università di Udine, Piacenza e Milano. Al terzo incontro, tenuto dal Gruppo presso il Museo Comunale di Sezze con il vicepresidente della Società Friulana di Archeologia dott. Feliciano Della Mora, erano presenti oltre al sindaco Andrea Campoli alcuni coltivatori di “vitis setina” e cittadini appassionati di enologia e di storia. Il tutto nasce da alcuni scavi che la Società Friulana di Archeologia sta conducendo su una villa rustica romana in Comune di Moruzzo (UD) dove nel luglio scorso è venuta alla luce una targhetta metallica risalente al 106 d.C., larga quanto il palmo di una mano, con l’incisione “Commodo et Ceriali Consulibus Vitis Setina”. Si sta cercando ora di capire quale rapporto poteva esistere tra il Comune di Sezze ed il Comune di Moruzzo, e se la vitis setina sia stata la primigenia di altri importanti vitigni europei. Mentre sono abbastanza comuni i ritrovamenti di anfore romane contenenti vino, non altrettanto si può dire delle viti, ed infatti questo è l’unico ritrovamento di una una etichetta di vitis, e riguarda proprio la “vitis setina”, quella che originò l’antico cecubo setino tanto caro all’imperatore Augusto. Ciò sta conducendo numerosi studenti universitari di ogni parte a visitare gli scavi di Moruzzo, e l’interesse maggiore è dedicato proprio alla unicità dell’etichetta della nostra vitis. La ricerca è decisamente affascinante e si potranno aprire nuovi ed interessanti scenari sull’importanza del vino setino nell’antichità e del suo vitigno, soprattutto perché sinora si è creduto che la sua fama fosse circoscritta all’antico Latium o al massimo alla Campania, come testimoniano alcune anfore di “vinum setinum” rinvenute durante gli scavi di Pompei. Per illustrare gli sviluppi della ricerca sono previsti almeno due convegni, da tenersi sia a Moruzzo entro il prossimo ottobre, che a Sezze probabilmente in occasione della Sagra del Carciofo 2015. Non si esclude in futuro un gemellaggio tra i due Comuni. Su richiesta dell’Università di Udine, il presidente di Coldiretti Sezze Vittorio Del Duca, con il Gruppo in Difesa dei Beni Archeologici, ha consegnato al dott. Feliciano Della Mora, quattro lotti di tralci di “vitis setina” raccolti sul territorio tra i più rappresentativi e con una loro storia, che verranno sottoposti all’esame del DNA con il metodo comparativo (ad escludendum) con altri tipi di vitigni di cui è già noto il patrimonio genetico. Gli stessi tralci erano già stati consegnati dal Gruppo in un analogo incontro dell’ ottobre scorso, troppo presto secondo l’Università di Udine, che ha richiesto come periodo migliore per gli esami quello prossimo o coincidente con la potatura del mese di Gennaio. Le “vitis setina” prese in considerazione sono state suddivise e consegnate secondo i seguenti quattro lotti:
Lotto 1A – Vigna di Luigi Tufo – Vitigno originario dell’antica vigna Pasqualucci sotto La Macchia
Lotto 1B – Vigna di Luigi Tufo – Vitigno dell’Abbazia di Fossanova, prelevato a Sezze dai frati sul finire dell’800, e riportato in loco da Luigi Tufo.
Lotto 2 – Vigna di Christian Giorgi – Vitigno originario da un vigneto dei Colli di Suso in Sezze
Lotto 3 – Vigna di Giovanni Di Pastina – Vitigno originario e spontaneo della Valle Cennerella di Sezze, presso la località Fontanelle.
Lotto 4 – Vigna di Dino Battisti – Vitigno originario della Pieve del Contado (Chiesa Nova) in Sezze, con ogni probabilità quella descritta dal Lombardini nella Storia di Sezze.
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