“In riferimento all’intervento del vicesindaco dell’amministrazione Amici sulle primarie a Roccagorga ci sono alcune precisazioni da fare. Non c’e’ nessun articolo di statuto regionale che vieta le primarie sotto i 15.000 abitanti e invito lo stesso a verificare bene prima di rilasciare tali dichiarazioni visto che in qualità di amministratore rappresenta il Partito Democratico. Infatti all’art. 16 c.4 recita che “Nel rispetto dello statuto nazionale, il Partito Democratico – Unione Regionale del Lazio seleziona sempre con il metodo delle primarie i propri candidati alla carica di Presidente di Municipio, Sindaco di Comune al di sopra dei 15.000 abitanti, Presidente di Provincia, Presidente della Regione. L’assemblea del circolo o dell’unione comunale, per i comuni al di sotto dei 15.000 abitanti, può decidere il ricorso alle elezioni primarie per la selezione del candidato alla carica di sindaco”. Quindi vorrei far notare che tali passaggi avvengono qualora non c’è già stata nessuna richiesta formale né raccolta di firme”. A parlare è Marco Saputo, membro di Roccagorga per Renzi, che entra nel merito del tema caldo di questo inverno pre-elettorale nel Comune lepino: “La seconda precisazione da evidenziare – prosegue Saputo – è che tra il vicesindaco ed il sindaco Carla Amici regna un po’ di confusione. Il primo vuole operare la scelta di chi deve essere candidato a primo cittadino del centrosinistra attraverso gli iscritti, mentre il sindaco ha dichiarato che questa scelta spetta ai cittadini. Io propongo che siano gli elettori a farlo. Sembra un gioco di parole ma proprio non lo è, e proprio su questo punto che si gioca la partita vera. Da una parte la visione del vicesindaco riporta all’idea di un partito guidato dagli iscritti e di tipo centralista mentre quella del sindaco appare populista e in linea con una sostanziale delegittimazione della concertazione offerta dal sistema partitico. Per quanto mi riguarda queste due ipotesi sono superabili da un’idea che già ha avuto il suo corso sul piano nazionale con l’elezione di Matteo Renzi a segretario del Pd, ovvero della democrazia deliberante. In poche parole – spiega Saputo – si tratta di dare voce e diritto di scelta agli elettori allargando la platea degli interlocutori e avvicinando la parola partecipazione a decisione. Il Pd è uno strumento e i gruppi dirigenti sono le camere di elaborazione e non di decisione. A decidere sono e devono essere i cittadini che sottoscrivono il nostro albo degli elettori. Solo cosi si rafforza il Partito Democratico e solo cosi il nostro partito conquista la sua contemporaneità. In ultimo voglio ricordare che il nostro sindaco ha fatto proprio della partecipazione un punto centrale e qualificante della propria campagna elettorale e quindi non capisco adesso la sua posizione rispetto alla richiesta di svolgere le elezioni primarie”.
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