Lo scandalo dei rifiuti nel Lazio, che ha portato la settimana scorsa a sette arresti eccellenti a Roma, tra cui il magnate del settore Cerroni e l’ex presidente della regione Lazio Landi, continua ad avere strascichi e diversamente non potrebbe proprio essere. La portata dei fatti e delle alterazioni messe in luce dall’operazione condotta dalle forze dell’ordine, mette in dubbio tutti gli equilibri che esistono nel,’universo correlato allo smaltimento rifiuti nel Lazio. A tal proposito è da registrare l’intervento, l’ennesimo, di Giorgio Libralato, ecologista e perito tecnico di parte degli abitanti di Borgo Montello nella questione spinosa della discarica. Libralato arriva a chiedere addirittura il commissariamento dello stesso impianto pontino: “Che ci fossero dei dubbi nel ciclo dei rifiuti in provincia di Latina era evidente da anni se non da decenni. Già nella seconda metà degli anni ’80 si denunciava che l’emergenza rifiuti fosse voluta per far realizzare impianti, ampliamenti agli stessi e per far finanziare impianti non sempre necessari. Sul progetto dell’impianto di Tmb numerose le perplessità espresse negli anni in quanto già l’impianto di Rida sarebbe sufficiente (oggi) per soddisfare le necessità provinciali con la raccolta differenziata al di sotto del 30%. Sappiamo che per legge dovrebbe raddoppiare (oltre il 65%) e quindi già quello di Rida diventerebbe esuberante. Non si capisce quindi l’ostinazione del comune di Latina (vedere variante alla delibera 169 del 28/12/2012 di riduzione dei vincoli al solo scopo di far realizzare il tmb) in favore dell’impianto di Ecoambiente. Le telefonate tra l’Ad ai domiciliari ai vari esponenti comunali (sindaco, vice, dirigenti) per ottenere vantaggi per Ecoambiente oggi vengono definite “imbarazzanti” dagli organi di informazione. Di certo tutta la vicenda, dalla ricerca dei fusti tossici con i tanti lati poco chiari sempre segnalati, al progetto di tmb, ai pareri resi dal comune anche nella conferenza dei servizi vengono visti con occhi molto diversi dopo gli arresti, lo scandalo e le telefonate “imbarazzanti”. Così come le vicende della mancata costituzione di parte civile tanto del comune di Latina quanto della regione Lazio nel processo per l’inquinamento delle falde assumono contorni diversi. Diventa allo stesso tempo molto preoccupante il progetto del forte inquinamento delle falde che dovrebbe essere riesaminato il 17 gennaio. Il tutto con lo sfondo delle dichiarazioni che indicano “il progetto del tmb come lo specchietto delle allodole”. Chi sono le “allodole”? i cittadini? le associazioni? le opposizioni (in comune sono maggioranza in regione Lazio che stando alle indagini è complice almeno per alcuni dirigenti e politici)? la maggioranza? Buon senso vorrebbe che venissero almeno riesaminati (se non annullati) in autotutela tutti i pareri in favore di Ecoambiente resi nel periodo delle indagini per evitare dubbi e perplessità. Il senso civico vorrebbe che venissero sospesi i procedimenti in corso verso Ecoambiente (rinnovo Aia per esempio) in attesa della revisione delle procedure. Come la chiarezza vorrebbe che si faccia da subito chiarezza nella partecipazione del comune di Latina sia in Latina ambiente (ricordiamo criticata duramente nel 2013 dallo stesso comune) che in Ecoambiente. Magari con la richiesta di rinnovo dei vertici oggi in difficoltà. Buon senso vorrebbe che il comune di Latina, le istituzioni oggi commissarino gli impianti nella discarica di Borgo Montello. Se lo afferma l’assessore al comune di Roma (vedere sotto) non credo sia difficile per Latina. Trasparenza vorrebbe, visti i doverosi dubbi dopo gli scandali, che il 17 alla conferenza dei servizi per la bonifica delle falde venissero ammessi i cittadini. Oppure continuiamo con i dubbi?”.
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