Le primarie del PD di domenica scorsa, erano veramente aperte a tutti? A Sonnino pare proprio di no. A raccontarlo, sul più noto dei social network è Gianni Celani, consigliere comunale di maggioranza nel suo paese, recentemente eletto come facente parte di una lista civica non di centro sinistra nonché candidato sindaco alle elezioni precedenti che avevano visto la vittoria effimera di Magnarelli. Lo stesso Celani racconta: “Nella giornata di domenica 8 dicembre, quella che doveva essere la festa della partecipazione democratica, si è trasformata (o rivelata) la morte della politica. Alle primarie aperte per la scelta del nuovo segretario nazionale del Partito Democratico, hanno vietato l’esercizio del voto al sottoscritto, Celani Gianni, e a Gianni Carroccia. La scusa? Voto vietato a chi ha concorso contro il PD alle scorse elezioni. Dov’era il PD a maggio? Non c’era una lista con il suo simbolo, né vi era una lista approvata e ratificata dall’assemblea sovrana degli iscritti, di cui io ho fatto parte fino a quando, pochi mesi fa, mi hanno impedito di rifare la tessera. Un Partito che si ritiene democratico, discute delle linee programmatiche, strategiche e politiche (compreso la ratifica di una lista e la scelta delle candidature) democraticamente, insieme ai suoi iscritti. Tutti hanno il diritto di decidere e di tracciare il percorso che un partito veramente democratico deve percorrere. Invece nulla, hanno deciso pochissimi iscritti, insieme ad esterni nemmeno di sinistra. Hanno deciso un senatore e un membro del provinciale (ma in democrazia un senatore conta più di 100 umili iscritti?)”. Celani non si ferma qui e va oltre: “Un Partito che si ritiene democratico, non avrebbe mai rifiutato di far votare un cittadino (anche se assessore in una maggioranza CIVICA), un elettore del centrosinistra. Non avrebbe mai ostacolato la libera espressione democratica del proprio pensiero, attraverso il voto alle Primarie, che, ricordiamo, erano aperte a tutti. Hanno votato esponenti politici dell’UDC (ma il voto non era negato a chi ha concorso contro il “PD”?). Hanno votato persone che di sinistra hanno ben poco. Senza contare che hanno eletto Segretario uno che il PD (se è vero che c’era alle scorse amministrative) non lo ha votato, ma ha appoggiato PALESEMENTE candidati in quota UDC. Tuttavia, hanno vietato il voto a DUE persone che rappresentano la sinistra e il PD a Sonnino; che hanno fatto forte la sinistra nel nostro paese. Hanno negato un diritto, questi democratici, a chi vota ed ha votato PD. Hanno rifiutato due elettori del PD, negandogli anche la possibilità di dichiararsi tali: non solo ci hanno tolto il diritto di scegliere il Segretario Nazionale, ma ci hanno privato anche della possibilità di iscriverci all’albo degli elettori!! Ci hanno trattato da appestati, da schifosi, sulla scorta di un documento redatto da una commissione provinciale, scritto senza ascoltare la controparte. Beh, come si dice, la democrazia funziona così…forse in Russia durante lo stalinismo? L’8 dicembre si è consumata una vergogna, a Sonnino. Negando l’esercizio della democrazia a due elettori del PD. Rifiutando chi, di sinistra, è tornato a vincere. Ma si sa’, la sinistra Sonninese è quella dei paradossi: chi perde vince sempre; chi lavora viene denigrato; chi vince viene cacciato; chi si professa democratico epura; chi vota UDC può votare, chi ha sempre portato voti a sinistra, con il proprio lavoro, viene umiliato”.


