“Non c’è nessuna spaccatura all’interno della maggioranza del Partito Democratico provinciale”. Mette a tacere ogni illazione, o presunta tale, Salvatore La Penna, neo segretario provinciale del partito, che ieri si è confrontato per l’elezione del presidente dell’assemblea. Il candidato della maggioranza, Maurizio Mansutti, non ha raggiunto il quorum alla prima votazione. Ma La Penna spiega perché: “Al candidato della maggioranza sono mancati circa venti voti, ma anche a quello della minoranza, Francesco Carta, ne sono mancati una decina rispetto alle previsioni. Questo perché gli aventi diritto al voto di ieri – precisa il segretario – non sono deputati o senatori e, quindi, qualche assenza è assolutamente prevedibile”. Nella seconda votazione, invece, la minoranza ha ritirato la candidatura di Carta ed ha deciso di non partecipare alle operazioni di voto. Lo spiega sempre La Penna: “Erano passate le 15 e qualcuno aveva lasciato l’assemblea. Inoltre la minoranza non ha votato. Ecco spiegati i 110 voti per Mansutti. Essendo un ballottaggio non vedo per quale motivo si debba raggiungere il quorum minimo. Ma questo sarà competenza degli organi preposti e non accetto strumentalizzazioni politiche”. Sulla questione delle dimissioni dei consiglieri provinciali del Partito Democratico (proposta da Giorgio De Marchis), La Penna non si scompone: “Ci sono stati molti emendamenti sulla proposta di De Marchis e alla fine la mia mediazione è stata accolta all’unanimità. Non vedo che utilità avrebbe – prosegue il neo segretario provinciale – abbandonare il consiglio provinciale e lasciare senza controllo l’istituzione. Come Partito Democratico lotteremo con ogni forza affinché il consiglio provinciale venga sciolto e ognuno dei nostri consiglieri è pronto a dimettersi anche da domani. Ma prendersi i meriti singolarmente di una battaglia che tutti dovremmo affrontare uniti non mi sembra l’atteggiamento giusto”. Nessun commento, infine, da parte del segretario provinciale sul battibecco via Facebook tra De Marchis e Claudio Moscardelli, anche se nella serata di domenica quello che è venuto fuori dal fuoco incrociato tra il capogruppo del Pd in consiglio comunale a Latina e il senatore ha fatto capire che l’aria all’interno del partito non è delle migliori e servirà tanta lucidità per uscire dal pantano creatosi tra minoranza e maggioranza.
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Simone Di Giulio





