Mentre sale la paura in provincia di Latina per la questione dei rifiuti tossici interrati nei terreni agricoli negli anni ’80 e ’90, da Roma arriva la conferma che la Procura ha aperto un fascicolo processuale, per il momento contro ignoti e privo di ipotesi di reato, sulla base delle notizie di stampa relative alle dichiarazioni di Carmine Schiavone, il pentito dei casalesi le cui rivelazioni sul sotterramento di rifiuti tossici provenienti dal nord Italia ed anche dall’estero, cominciate nel 1997 davanti alla Commissione bicamerale sulle Ecomafie e recentemente desecretate, che sono tornate d’attualità dopo le ultime interviste rilasciate alla stampa. Ad indagare a piazzale Clodio saranno i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia. Intanto la vicenda prosegue e ieri, intervistato da Egidio Fia nella trasmissione Monitor su LazioTv, Schiavone ha chiamato più volte in causa Michele Forte, Presidente del Consiglio Provinciale di Latina ed ex sindaco di Formia, accusandolo di aver avuto negli anni ‘80 stretti rapporti di amicizia con Ernesto Bardellino, Antonio Bardellino ed Alberto Beneduce. Secondo l’ex boss dei Casalesi le amministrazioni comunali di Formia e Gaeta sarebbero state a conoscenza dei traffici che venivano gestiti sul territorio e si fa riferimento ai rifiuti tossici interrati anche nel sud pontino e a navi che partivano dal porto. Michele Forte, dal canto suo, ha deciso di tenere una conferenza stampa a Formia, presso la sede dell’Udc e non ha smentito l’ipotesi di querela nei confronti di Carmine Schiavone.
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