Non sono andate giù le polemiche inerenti la sospensione della cerimonia inaugurale del Museo Archeologico di Priverno il 4 ottobre. C’è chi ha polemizzato su tempistiche e modalità, ma lo stato di emergenza dettato dalla sciagura di Lampedusa e la ristrettezza logistica e dei tempi sono oggettive. Dopo le esternazioni in tal merito di De Paolis, in queste ore è tornata sull’argomento il consigliere del PD privernate Elvira Picozza che ricostruisce la vicenda: “L’indicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri sull’annullamento di tutte le cerimonie ufficiali a seguito del drammatico evento di Lampedusa è giunta alle ore 19,00 del giorno 3 ottobre, esattamente dieci ore prima della cerimonia di inaugurazione di apertura del Museo Archeologico. Preso atto del breve lasso di tempo a disposizione per avvisare tutte le persone invitate, autorità e personalità a livello nazionale, regionale e locale del mondo politico, istituzionale, accademico scientifico, cittadini, associazioni ecc..ecc , si è considerata l’eventualità che alcuni di loro potessero ugualmente arrivare all’appuntamento. Cosa che è avvenuta, come ad esempio il caso della Soprintendente ai Beni Culturali del Lazio, del Sindaco e dell’assessore di Ventotene e molti altri ancora, i quali, sono stati accolti e invitati a partecipare ad una cerimonia di commemorazione delle vittime della tragedia e ad una visita al Museo. Pur nel rispetto profondo del dolore collettivo, dal momento che era troppo tardi per annullare il pranzo, è sembrato normale ritrovarsi a Fossanova, non per consumare ‘a porte chiuse’ un banchetto a base di torte e pasticcini per fare onore a una ‘corte romana che conta’ ma,semplicemente per riconoscere, l’impegno di tante persone che, a vario titolo, hanno lavorato senza sosta per aprire definitivamente il Museo: operai, restauratori, archeologi, architetti, dipendenti e funzionari comunali, provinciali e regionali, per fare in modo che questa nostra città riprenda un cammino di sviluppo e di crescita sociale, culturale ed economica. Tutto alla luce del sole, aperto a chiunque avesse voluto partecipare”. La Picozza continua togliendosi qualche sassolino dalle scarpe: “E’ vero che siamo in un periodo di revisione della spesa, ma cosa avremmo dovuto dire al fornitore del buffet il quale, a poche ore di distanza dall’evento, aveva chiaramente già acquistato tutto l’occorrente e preparato buona parte dei pasti? Si provi ad immaginare cosa sarebbe successo se l’Ente, contravvenendo alle più semplici regole contrattuali, si fosse rifiutato di pagare quanto commissionato. Quanto al prestito della Soglia Nilotica, ospitata temporaneamente a Roma, alla mostra su ‘Cleopatra’ presso il Chiostro del Bramante, è necessario sapere che tutti i beni presenti nei Musei pubblici sono di proprietà esclusiva dello Stato e non dei Comuni da cui provengono i quali, invece, hanno il compito di restaurarli, catalogarli, esporli e custodirli nel modo migliore, pena la loro restituzione allo Stato. Lo Stato, in quanto proprietario, dispone dei suoi beni come e quando desidera, senza bisogno di produrre nessun atto amministrativo e senza chiedere autorizzazione alcuna. E’ per questi motivi che la Soprintendenza ai Beni Culturali del Lazio ha disposto il trasferimento della Soglia Nilotica a Roma in occasione della Mostra su Cleopatra fino al mese di Febbraio 2014. A tale scopo il prezioso reperto è stato assicurato per un importo di due miliardi delle “vecchie lire” e sostituito all’interno del Museo con una installazione fotografica che ne riproduce l’immagine originale”. “Infine – chiosa la Picozza- Penso che tutto questo abbia poco a che fare con le consuetudini della giunta Macci e con la mancanza di trasparenza. Forse sarebbe auspicabile una maggiore comunicazione con i cittadini, purché non si scivoli sul terreno della provocazione, un terreno sterile che non ci appartiene”.
Priverno: Inaugurazione del Museo Archeologico, Picozza risponde a De Paolis


