Qualche giorno fa il neo segretario provinciale del Partito democratico di Latina affermava in conferenza stampa che la grande mole di consensi raccolta nelle assemblee di circolo, oltre il 60%, impediva l’apertura di qualsiasi dialogo con le minoranze interne del partito. Alla prima prova si è dovuto prendere atto che quella maggioranza variegata, frastagliata e in parte inconsapevole, non è stata in grado di eleggere il presidente dell’assemblea, fallendo nella prima votazione il quorum dei 127 voti richiesto e nella seconda votazione raggiungendo solo 109 voti, mancando in questo modo il quorum dei 127 voti necessari x la validità della votazione: “La candidatura di Maurizio Mansutti – ha affermato Alessandro Di Tommaso – ha creato evidentemente non pochi imbarazzi e distinguo nelle file della maggioranza visto che nel ballottaggio, laddove altre componenti non hanno partecipato al voto, Mansutti ha ottenuto solo 109 voti su 122 votanti, ovvero il 42% dell’assemblea, pur potendo disporre su carta di oltre 150 voti. Il presidente dell’assemblea non è stato eletto perché nel corso della seconda seduta non è stata raggiunta la maggioranza necessaria, tuttavia – sottolinea Di Tommaso – ci sembra chiaro che la lettura dei numeri espressi a sostegno di Mansutti non lasci dubbi sul fatto che un pezzo importante della maggioranza che ha sostenuto La Penna non ha votato Mansutti come forma di protesta rispetto ad una candidatura che si pone in linea di continuità con la gestione precedente del Partito democratico e che quindi appare essere un elemento di conservazione”. Dopo un intenso dibattito l’assemblea ha inoltre votato la mozione sottoscritta dagli esponenti delle aree che fanno riferimento ad Alessandro Di Tommaso e Bruno Fiore che prevedeva una condanna netta dell’operato del presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani, e l’apertura di un’iniziativa politica da parte del Pd. “Come annunciato nei giorni precedenti – ha dichiarato a margine dell’assemblea Giorgio De Marchis, capogruppo del Pd in consiglio comunale – abbiamo posto all’attenzione dell’assemblea la discussione della mozione Cusani, un documento importante perché per la prima volta il Pd si è pronunciato in modo ufficiale a sostegno delle iniziative dei consiglieri comunali di Sperlonga Benito Di Fazio e Alfredo Rossi, esprimendo solidarietà al prefetto e alla stampa che è stata attaccata e invitando i propri consiglieri provinciali a mettere in atto tutte le iniziative finalizzate allo scioglimento anticipato del consiglio provinciale. Un gesto importante e dovuto – ha concluso De Marchis – che tutto il partito ha assunto dopo la nostra iniziativa. Un punto di non ritorno che caratterizzerà la nostra azione politica nei prossimi mesi”.
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