Aumentare la no tax area, portandola a 12.000 euro. E’ la proposta presentata da Popolo della Libertà (prima firmataria Anna Cinzia Bonfrisco) e Partito Democratico (primo firmatario Giancarlo Sangalli) per modificare il cuneo fiscale. L’emendamento andrebbe a sostituire l’attuale comma che prevede una modifica delle detrazioni sul lavoro dipendente, per ridurre il cuneo fiscale. La proposta, già annunciata nei giorni scorsi, è stata valutata molto onerosa dal governo. L’emendamento delega il governo a istituire una soglia di esenzione dall’Irpef per tutti i soggetti che dichiarano un reddito complessivo inferiore a 12.000 euro. Secondo un emendamento analogo, presentato da un gruppo di senatori del PdL, il costo dell’operazione ammonterebbe a 1,8 mld. Nello stesso emendamento si stabilisce che dal prossimo anno le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione e le società delle stesse amministrazioni non possono effettuare spese per consumi intermedi di ammontare superiore al 70% della spesa sostenuta nel 2012. Il governo, inoltre, dovrà adottare un regolamento per adeguare gli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip. Ma c’è anche chi propone di tassare tutto il salario di produttività al 10%. È l’idea avanzata in un altro emendamento da Maurizio Sacconi (presidente della Commissione Lavoro del Senato), che chiede di sostituire così il taglio del cuneo fiscale. L’imposta al 10% si applicherebbe in questo modo solo ai redditi inferiori ai 40.000 euro annui su una retribuzione lorda non superiore ai 6.000 euro. Altri emendamenti Pd-Pdl presentati alla legge di Stabilità prevedono inoltre di reintrodurre gli sgravi per i figli, nella misura di 50 euro ciascuno. Tra le numerose proposte, il PdL con Federica Chiavaroli punta a fare in modo che nel conteggio della nuova Trise si faccia riferimento alla capacità contributiva e in aggiunta siano previste le detrazioni mentre nell’emendamento a firma Nicoletta Favero si prevedono unicamente gli sgravi.


