MILANO – “Parlando del futuro prossimo del Pianeta tutti gli scienziati ormai concordano sulle tendenze in atto, pur essendo ancora caratterizzati da grande incertezza i limiti quantitativi di scenario: si registrerà un aumento della popolazione mondiale di almeno 2 miliardi di persone e conseguente incremento del fabbisogno alimentare, idrico ed energetico”. A spiegare un concetto ribadito a Milano dal convegno “Verso Expo 2015. Dare l’acqua, moltiplicare il cibo: il ruolo e l’impegno dei Consorzi di bonifica e di irrigazione”, è Massimo Gargano, presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni. Nel corso del convegno organizzato da Regione Lombardia e locale Unione Regionale Bonifiche, Gargano ha affermato: “Le sfide che attendono l’umanità impongono oggi delle scelte, che determineranno il modello di sviluppo. Il nostro non è quello del cibo in provetta, bensì un modello, che ponga al centro il territorio ed i suoi protagonisti, agricoltori in primis. Gestire idraulicamente il territorio non significa solo fornire un servizio all’agricoltura, ma all’ambiente nel suo complesso come testimonia la fondamentale funzione delle risaie per la ricarica della falda acquifera. Per questo, il secondo Piano Irriguo Nazionale è un’esigenza di tutto il Paese e le sue risorse non devono essere attinte dai Piani di Sviluppo Regionale, ma da specifici finanziamenti nazionali. I Consorzi di bonifica sono quindi in piena sintonia con il progetto Expo 2015, cui si avvicinano, oltre che con il diretto impegno realizzativo del Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi, portando in dote il sistema nazionale Irriframe capace, grazie all’applicazione di sistemi informatici evoluti all’irrigazione, di far risparmiare mezzo milione di metri cubi d’acqua. Irriframe – ha concluso Gargano – posiziona l’Italia all’avanguardia mondiale nell’ottimizzazione d’uso della risorsa idrica in agricoltura. La presenza dei Consorzi di bonifica ad Expo 2015 certificherà l’importanza di tali enti, modello di sussidiarietà a livello internazionale”.
Gargano: “Il modello Italia deve chiamarsi territorio, non cibo in provetta”


