Un’officina abusiva trasformata in base per lo spaccio e una rete di approvvigionamento della droga tra Velletri, Lariano e il nord della provincia di Latina. È il quadro emerso da una vasta operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Velletri, guidati dal comandante Giovanni Cappa, che hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di 17 persone, tra cui tre residenti nella provincia pontina.
Leggi sullo stesso argomento
+++VIDEO+++ ROMA | Falso dentista scoperto durante un controllo fiscale: sequestrato lo studio odontoiatrico abusivo
+++VIDEO+++ ROMA | DIA sequestra beni per oltre 500mila euro a esponente della ’ndrangheta
PONZA | Abuso edilizio in area protetta, sequestrato un manufatto di circa 29 metri quadrati
Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Velletri Silvia Artuso su richiesta della Procura della Repubblica, prevede cinque custodie cautelari in carcere, cinque arresti domiciliari, cinque obblighi di dimora e due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Le persone coinvolte sono gravemente indiziate, a vario titolo e in concorso tra loro, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, rapina ed estorsione.
Tra i destinatari delle misure figurano anche tre persone del territorio pontino: un uomo di Aprilia è stato condotto in carcere, uno residente a Cisterna è stato sottoposto agli arresti domiciliari, mentre un uomo di Latina è destinatario dell’obbligo di dimora e dell’obbligo di presentazione in caserma.
Al centro dell’inchiesta c’è un presunto sodalizio dedito allo spaccio di cocaina, hashish e marijuana. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo avrebbe utilizzato come base operativa un’officina abusiva situata in via Ponte di Mele, a Velletri. All’interno della struttura sarebbero avvenuti lo stoccaggio della droga, il coordinamento delle attività di spaccio e l’organizzazione delle successive cessioni.
Gli accertamenti dei Carabinieri avrebbero permesso di ricostruire un’organizzazione con una precisa divisione dei compiti. Alcuni indagati si sarebbero occupati dei contatti con gli acquirenti e dell’organizzazione degli incontri per la consegna dello stupefacente, mentre altri avrebbero gestito materialmente le cessioni e gli aspetti logistici. In diversi casi, le consegne sarebbero state effettuate attraverso collaboratori incaricati.
Le indagini hanno inoltre consentito di ricostruire la presunta rete di rifornimento della droga nell’hinterland di Velletri, nell’area di Lariano e nel nord pontino. Secondo i Carabinieri, gli indagati si sarebbero approvvigionati abitualmente da ulteriori soggetti dediti allo spaccio, permettendo agli investigatori di delineare i collegamenti tra i diversi canali di rifornimento.
Nel corso dell’operazione e delle precedenti fasi investigative sono stati eseguiti anche nove arresti in flagranza di reato, oltre a numerose denunce in stato di libertà e segnalazioni di persone quali assuntori di sostanze stupefacenti. Complessivamente sono stati sequestrati oltre mezzo chilo di droga di vario tipo.
Tra il materiale rinvenuto figura anche una pen gun, un’arma da fuoco camuffata da penna, ritenuta idonea a esplodere singoli colpi calibro 9×21, insieme a centinaia di cartucce e proiettili. L’arma era stata trovata lo scorso marzo nella disponibilità dell’uomo di Aprilia ora destinatario della custodia cautelare in carcere.
L’inchiesta ha così permesso ai militari di ricostruire l’operatività del presunto gruppo, individuandone i componenti, i rispettivi ruoli e i collegamenti con i soggetti dai quali sarebbe arrivata la droga destinata allo spaccio.




