Il successo dell’iniziativa “Salute Globale”, che ha riempito piazza Mazzini a Terracina con cittadini in fila per visite, screening e consulti gratuiti, viene accolto positivamente da Arcangelo Palmacci, segretario provinciale e locale di Azione, che invita però ad andare oltre il dato dell’affluenza e ad aprire una riflessione sullo stato della sanità territoriale.
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«Una piazza così piena non testimonia soltanto l’interesse per la prevenzione. Rappresenta anche un indicatore dei bisogni di salute della popolazione e delle difficoltà che le persone incontrano nell’accedere ai servizi ordinari e ospedalieri», sostiene Palmacci.
Secondo l’esponente di Azione, la forte partecipazione all’iniziativa può essere letta anche come un segnale delle difficoltà che alcuni cittadini incontrano nell’ottenere visite specialistiche in tempi rapidi o nell’affrontarne i costi. Da qui una serie di interrogativi sull’accessibilità effettiva dei servizi sanitari ordinari e sulla capacità del sistema di rispondere in modo tempestivo ai bisogni della popolazione.
Palmacci sottolinea il valore di iniziative come “Salute Globale”, capaci di portare professionisti sanitari e prestazioni direttamente tra i cittadini, riducendo alcune barriere di accesso e favorendo prevenzione, informazione e orientamento.
«Il successo di una giornata non dovrebbe rappresentare un punto d’arrivo, ma un punto di partenza», afferma. «La partecipazione registrata può diventare l’occasione per comprendere meglio le esigenze della popolazione e individuare gli interventi necessari a migliorare la sanità di tutti i giorni».
Per il segretario di Azione, la prevenzione non può dipendere soltanto da eventi straordinari o appuntamenti occasionali, ma dovrebbe inserirsi in un sistema capace di garantire continuità assistenziale, tempi d’attesa ragionevoli e prestazioni concretamente accessibili durante tutto l’anno.
Palmacci precisa che l’obiettivo non è contrapporre la sanità in piazza ai servizi tradizionali, né ridimensionare il valore dell’iniziativa, ma utilizzare l’esperienza come stimolo per rafforzare la rete sanitaria territoriale e ospedaliera.
«La domanda resta aperta: la piazza era piena soltanto perché i cittadini credono nella prevenzione o anche perché avvertono il bisogno di una sanità più vicina, tempestiva e accessibile?», chiede Palmacci. «Le due ragioni possono convivere. Proprio per questo sarebbe riduttivo fermarsi al dato positivo dell’affluenza senza interrogarsi sul suo significato più ampio».
«Il successo di “Salute Globale” a Terracina è una buona notizia per la prevenzione. La sfida, ora, è fare in modo che questa esperienza contribuisca a migliorare i servizi ordinari, affinché ogni cittadino possa trovare risposte adeguate ai propri bisogni di salute senza dover attendere occasioni straordinarie», conclude.




