
Dopo l’allarme sanitario scattato nei giorni scorsi in Siberia, per la morte di una 28enne impiegata in un istituto specializzato nello studio di agenti patogeni, la situazione nella regione di Irkutsk sembra ora essere rientrata. Il caso aveva portato all’adozione di misure preventive e alla messa sotto osservazione di numerose persone entrate in contatto con la ricercatrice.
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Come riportato da diversi organi di informazione, le autorità russe hanno ora annunciato la revoca delle misure di quarantena, precisando che il quadro epidemiologico resta stabile e che non sarebbero emersi rischi per la salute pubblica. Il governatore Kobzev ha riferito che gli interventi erano stati attivati dopo la morte della dipendente dell’Irkutsk Anti-Plague Research Institute of Siberia and the Far East, deceduta il 2 ottobre a Shelekhov per una polmonite di origine non ancora chiarita.
Secondo quanto riferito dalle autorità locali, la donna era vaccinata e considerata immune rispetto alle infezioni pericolose con cui lavorava. Il Rospotrebnadzor, l’ente federale russo per la sorveglianza sanitaria, ha comunicato che oltre il 90% dei contatti della paziente ha completato il periodo di osservazione medica senza evidenziare anomalie riconducibili a malattie infettive.
Anche i controlli di laboratorio, quasi 5mila in totale, non avrebbero rilevato microrganismi patogeni considerati pericolosi. Le verifiche sulla biosicurezza condotte all’interno dell’istituto avrebbero inoltre escluso incidenti o violazioni delle procedure. Il caso è stato comunque notificato all’Organizzazione Mondiale della Sanità secondo quanto previsto dal Regolamento sanitario internazionale.
Le autorità russe sostengono quindi che, allo stato attuale, non vi siano elementi che facciano pensare a una diffusione virale dell’infezione e che tutte le misure preventive adottate dopo il decesso siano state concluse.




