Due persone sono state arrestate a Roma perché ritenute ai vertici di un’organizzazione criminale transnazionale dedita, secondo gli investigatori, a reati fiscali, intestazioni fittizie, riciclaggio e autoriciclaggio. Il provvedimento è stato eseguito dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, su delega della Procura della Repubblica capitolina.
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L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Roma – Sezione del Riesame, è diventata esecutiva dopo la pronuncia della Corte di Cassazione.
Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma insieme al 3° Nucleo Operativo Metropolitano, avrebbero consentito di ricostruire l’esistenza di un’organizzazione composta da almeno 16 soggetti, dedita alla commissione di numerosi reati tributari e al successivo riciclaggio e autoriciclaggio dei proventi. I due destinatari della misura cautelare avrebbero ricoperto, secondo quanto emerso finora, i ruoli di capi, promotori e organizzatori del sodalizio. Secondo la ricostruzione investigativa, l’organizzazione si sarebbe servita di numerose società prive di effettiva autonomia economica e intestate fittiziamente a prestanome, utilizzate per generare proventi illeciti attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e l’indebita compensazione di crediti fiscali. Le somme sarebbero state poi trasferite su conti correnti esteri, prevalentemente intestati a società riconducibili a cittadini cinesi appartenenti a una distinta organizzazione criminale.
Quest’ultima avrebbe avuto la propria base operativa nel quartiere Esquilino e avrebbe gestito un centro clandestino di raccolta e consegna di denaro attraverso il sistema denominato “FEI CH’IEN”. In cambio di una commissione, il meccanismo avrebbe consentito di restituire in contanti somme precedentemente trasferite all’estero, permettendo anche a soggetti riconducibili ad ambienti della criminalità organizzata non romana di occultare l’origine dei capitali e reinvestirli in attività economiche e imprenditoriali.
Nell’ambito della stessa indagine, nell’ottobre 2025 era già stata eseguita un’ordinanza con misure cautelari reali nei confronti di 78 soggetti, tra persone fisiche e giuridiche, riguardante beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo superiore a 28 milioni di euro.
Uno dei due arrestati era già stato sottoposto a custodia cautelare in carcere nel 2024 nell’ambito di un’altra indagine della Guardia di Finanza, relativa a una piantagione di marijuana realizzata all’interno di un immobile in provincia di Roma. Secondo il comunicato, l’uomo era inoltre ritenuto in contatto con una famiglia di narcotrafficanti operante nel quartiere di Tor Bella Monaca.
La Guardia di Finanza sottolinea come la ricostruzione dei flussi finanziari rappresenti uno degli strumenti principali per individuare i beneficiari effettivi delle ricchezze illecitamente accumulate e contrastare l’infiltrazione di capitali di origine criminale nell’economia legale.
Il provvedimento cautelare è stato adottato nella fase delle indagini preliminari. Per gli indagati vale la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.




