Nel Lazio arrivano 1,45 euro di fondi pubblici per il contrasto al gioco d’azzardo patologico ogni 1.000 euro persi al gioco, un valore inferiore del 2,5% rispetto alla media nazionale di 1,49 euro. Il dato colloca la regione al quattordicesimo posto su 19 ed è al centro del nuovo approfondimento realizzato da “Oltre il Gioco”, progetto editoriale dedicato alla prevenzione del gioco problematico, in partnership con Loqui.
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Secondo l’analisi, nel 2025 i residenti nel Lazio hanno perso al gioco legale 2,14 miliardi di euro, la terza cifra più alta d’Italia dopo Lombardia e Campania, pari a 375 euro per abitante. Alla regione vengono assegnati 3,11 milioni di euro l’anno per i piani sul gioco d’azzardo patologico, equivalenti a 54 centesimi per residente, contro una media nazionale di 56.
Nel confronto con le altre regioni del Centro, il Lazio è l’unico territorio sotto la media nazionale: l’Umbria si attesta a 1,93 euro ogni mille persi, la Toscana a 1,83 e le Marche a 1,82.
L’approfondimento mette a confronto la quota annua del Fondo per le dipendenze patologiche destinata ai piani regionali sul gioco d’azzardo patologico, pari complessivamente a 32,195 milioni di euro, con la spesa al gioco legale 2025 riportata nella Relazione del Ministero dell’Economia, pari a 21,62 miliardi nelle 19 regioni comprese nel riparto. Il Trentino-Alto Adige è escluso.
Secondo “Oltre il Gioco”, i criteri di distribuzione fissati dal decreto del Ministero della Salute del 1° agosto 2025 non tengono conto direttamente delle perdite al gioco. Il fondo viene ripartito per il 70% in base alla quota di accesso al Fondo sanitario nazionale, legata alla popolazione residente, e per il restante 30% in base alle persone trattate nel 2024 dai servizi pubblici per le dipendenze, considerando tutte le dipendenze e non esclusivamente il gioco.
L’analisi richiama inoltre la disponibilità dei centri di cura. Nel Lazio, secondo il portale dell’Istituto Superiore di Sanità, risultano 3,33 centri per il disturbo da gioco d’azzardo ogni milione di abitanti, un dato inferiore alla media italiana di 4,09 indicata dalla mappa dell’accessibilità elaborata da “Oltre il Gioco”.
«Chiedere aiuto per un problema di gioco d’azzardo è un passaggio difficile. Perché quell’aiuto ci sia, però, servono servizi, operatori, progetti di prevenzione e percorsi per i familiari», sottolinea la redazione di “Oltre il Gioco”.
Il progetto precisa inoltre che l’indicatore non misura la qualità delle cure, ma mette in rapporto le risorse pubbliche assegnate con le perdite economiche registrate sul territorio. «Quando le perdite sono elevate e le risorse dedicate sono più basse, cresce il rischio che prevenzione, orientamento e presa in carico non riescano a tenere il passo», evidenzia l’analisi.
Per chi ha difficoltà a controllare il gioco, o è preoccupato per una persona vicina, è disponibile il Telefono Verde dell’Istituto Superiore di Sanità 800 558822, gratuito e anonimo, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16, oltre ai Ser.D. delle Asl. Sul portale “Uscire dal Gioco” dell’ISS è disponibile anche la mappa dei centri di cura.
La metodologia utilizzata divide la quota annua del Fondo per le dipendenze patologiche destinata ai piani regionali sul gioco d’azzardo patologico per la spesa al gioco legale 2025, fisico e online. Sono considerati i fondi assegnati, e non quelli effettivamente spesi, né eventuali risorse regionali aggiuntive.




