L’apertura del servizio Intercity alla concorrenza può rappresentare un passo verso un sistema più competitivo, ma i benefici devono essere dimostrati prima di qualsiasi cambiamento. È la posizione espressa da Pietro Serbassi, segretario generale FAST Confsal, che richiama l’attenzione sulle condizioni di gara, sulla qualità del servizio e sulle tutele per i lavoratori.
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Secondo Serbassi, il confronto non dovrebbe concentrarsi soltanto sul numero dei lotti, ma soprattutto sulle condizioni dell’offerta e sui vantaggi concreti per passeggeri e personale. «Due mesi fa abbiamo chiesto di utilizzare un periodo di preparazione per rendere esigibile la clausola sociale prima del lancio del bando. Tuttavia, le risposte a questa richiesta non sono state ricevute», afferma.
Il sindacato richiama i dati della Relazione del Ministero al Cipe, secondo cui nel 2024 Trenitalia avrebbe percorso circa 26 milioni di treni-km, quasi 900mila chilometri in più rispetto ai 25,1 milioni previsti dal contratto vigente. La puntualità entro 30 minuti si sarebbe invece attestata al 92,4%, sotto l’obiettivo fissato.
Per FAST Confsal, questi dati mostrerebbero comunque il valore del lavoro svolto da chi quotidianamente guida, controlla e mantiene i convogli. «È questo il punto di partenza per qualsiasi discussione seria sulla qualità del servizio», sottolinea Serbassi.
Il segretario generale evidenzia poi che fissare un tetto ai lotti per ciascun operatore è compatibile con la normativa europea, ma avverte che maggiore concorrenza non equivale automaticamente a un servizio migliore.
«Il concetto di migliore deve essere misurato in termini di puntualità, manutenzione garantita, continuità del servizio e formazione del personale», afferma Serbassi, secondo cui su questi aspetti le simulazioni ministeriali non avrebbero ancora fornito elementi sufficienti.
Il sindacato chiede inoltre che la clausola sociale sia inserita nel bando e nel parere dell’Autorità, con vincoli chiari e il mantenimento del contratto di settore. «Che il numero di lotti sia due, tre o quattro, nessuno può essere chiamato a pagare il cambiamento con il proprio contratto e la propria anzianità», sostiene il segretario generale.
La proposta avanzata da FAST Confsal prevede una verifica pubblica, lotto per lotto, del materiale rotabile, della manutenzione e del personale necessario prima del subentro, seguita dal passaggio dei lavoratori con le tutele del contratto in essere e da una misurazione trasparente dei benefici attesi rispetto al servizio attuale.
«Chi vuole cambiare un servizio che funziona ha il dovere di spiegare quali vantaggi avranno i passeggeri e chi lo garantisce ogni giorno», conclude Pietro Serbassi.




