L’esplosione di una bomba carta nel cortile di un palazzo di via Filottrano, nel quartiere San Basilio, ha costretto circa 50 residenti a scendere in strada nel cuore della notte. A intervenire sull’episodio è Giovanni Barbera, segretario della Federazione di Roma, Castelli e Litoranea del Partito della Rifondazione Comunista e membro della Direzione nazionale del PRC.
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«L’esplosione di una bomba carta nel cortile di un palazzo di via Filottrano, a San Basilio, che ha costretto circa 50 residenti a scendere in strada nel cuore della notte, è un fatto grave che si aggiunge agli episodi registrati negli ultimi giorni in diversi quartieri di Roma. Senza anticipare l’esito delle indagini, è evidente che la risposta non può limitarsi al rafforzamento dei controlli sul territorio. Se vogliamo davvero contrastare la criminalità a Roma bisogna andare più in profondità e colpirne i gangli economici, finanziari e organizzativi: traffico di droga, riciclaggio, usura, patrimoni illeciti, società di comodo, prestanome e circuiti economici attraverso i quali il denaro criminale viene ripulito e reinvestito», dichiara Barbera.
«La grande criminalità non vive soltanto nelle strade delle periferie. Il suo potere si alimenta attraverso interessi economici e attraverso la capacità di trasformare i proventi delle attività illegali in ricchezza apparentemente pulita. È lì che lo Stato deve colpire con maggiore forza: seguendo il denaro, aggredendo i patrimoni illeciti e spezzando le reti economiche e finanziarie che alimentano il potere criminale — prosegue Barbera —. Le periferie non devono diventare il capro espiatorio. San Basilio è prima di tutto un quartiere popolare nel quale vivono migliaia di cittadini onesti che hanno diritto alla sicurezza, ai servizi e alla presenza delle istituzioni. Una risposta esclusivamente securitaria rischia di intervenire sugli effetti senza incidere sulle radici e sugli interessi che alimentano la criminalità».
«Servono certamente controllo del territorio e presenza delle istituzioni, ma insieme occorre rafforzare le indagini patrimoniali e finanziarie, il contrasto ai grandi traffici e al riciclaggio e, contemporaneamente, investire nelle periferie: scuola, servizi sociali, lavoro, cultura e spazi di aggregazione. La sicurezza si costruisce sottraendo territorio, denaro e potere alla criminalità. Bisogna colpire in alto, dove si concentrano i grandi interessi economici, senza criminalizzare i quartieri popolari», conclude Barbera.




