
Oltre 1,5 milioni di euro ai Comuni del Lazio per sostenere la redazione dei Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA). La Regione Lazio rafforza così il proprio impegno sul fronte dell’accessibilità, mettendo a disposizione risorse destinate alla programmazione degli interventi necessari per rendere più fruibili spazi e servizi pubblici.
Leggi sullo stesso argomento
ROMA | “Ciociara” come insulto a Giorgia Meloni, Rocca: «Solidarietà alla premier, la Ciociaria merita rispetto»
ROMA | “Processo alla Magia”, al Teatro Vittoria l’illusionismo sfida l’intelligenza artificiale
ROMA | Gioco d’azzardo, UCI al Forum ACADI: «Servono regole, controlli e prevenzione»
L’intervento, approvato dalla Giunta Rocca, prevede contributi differenziati in base alla popolazione dei Comuni e si inserisce nella nuova disciplina regionale dedicata ai PEBA.
La normativa prevede standard minimi obbligatori, criteri tecnici comuni e un sistema di rendicontazione e monitoraggio degli interventi, con l’obiettivo di verificare nel tempo i risultati raggiunti dai territori.
La Regione punta ad arrivare entro il 2027 a una programmazione organica dei PEBA e a rafforzare il Registro regionale dei Piani di eliminazione delle barriere architettoniche, così da disporre di un quadro aggiornato degli interventi e delle risorse necessarie ai Comuni per l’abbattimento delle barriere.
L’avviso pubblico è in dirittura d’arrivo e sarà pubblicato tramite Lazio Crea.
«L’accessibilità non può essere considerata un intervento occasionale, ma deve diventare un principio strutturale nella progettazione dei nostri territori. Con queste risorse sosteniamo concretamente i Comuni, compresi quelli più piccoli, e accompagniamo le amministrazioni verso una programmazione seria e puntuale degli interventi», dichiarano gli assessori Manuela Rinaldi e Massimiliano Maselli.
«Vogliamo superare ritardi storici attraverso una politica stabile di programmazione, finanziamento e monitoraggio, mettendo al centro la qualità e la piena fruibilità degli spazi pubblici», concludono gli assessori.




