Il pugilato come strumento di inclusione, crescita personale e superamento delle barriere sociali. A Latina è ripartita “Boxiamo Insieme – Pugilato Inclusivo”, l’iniziativa dedicata alle persone con neurodiversità che, dopo i risultati della prima edizione, torna a offrire un’opportunità di sport e condivisione. Il progetto, giunto alla seconda edizione e avviato ufficialmente lo scorso 16 ottobre, nasce dalla collaborazione tra l’Accademia Pugilistica Leone ASD e Mirability Cooperativa Sociale, due realtà che hanno deciso di unire competenze, professionalità e risorse economiche per garantire continuità al percorso.
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Nonostante l’assenza di finanziamenti esterni, le due organizzazioni hanno scelto di autofinanziare interamente la seconda edizione, convinte dell’importanza sociale ed educativa dell’esperienza. Sono dieci gli atleti con neurodiversità che, una volta alla settimana, si ritrovano nella sede dell’Accademia Pugilistica Leone di Latina per avvicinarsi alla disciplina pugilistica. Ad accompagnarli è un’équipe multidisciplinare composta da tre educatori, coordinati dall’educatrice Valentina Marcoccio, un tecnico sportivo e uno psicologo. L’obiettivo è creare un ambiente sicuro e accogliente, capace di valorizzare le caratteristiche e le potenzialità di ogni partecipante. Il programma non si limita all’apprendimento delle tecniche di pugilato, ma propone un percorso educativo che coinvolge anche la sfera emotiva e relazionale. Gli atleti imparano a conoscere gli spazi e le attrezzature della palestra, acquisiscono progressivamente i movimenti fondamentali della disciplina e lavorano sul rispetto delle regole, sulla collaborazione e sulla fiducia reciproca.
Particolare attenzione viene dedicata alla gestione della rabbia, dello stress e delle emozioni, attraverso esercizi, attività guidate e momenti di confronto. Sono previsti anche appuntamenti culturali, tra cui la visione di film dedicati al mondo della boxe, per approfondire valori come il sacrificio, la disciplina, il coraggio e la capacità di affrontare le difficoltà. L’idea di “Boxiamo Insieme” nasce da Carmine Palma, tecnico responsabile dell’Accademia Pugilistica Leone, che lo scorso anno ha promosso la prima edizione con l’obiettivo di rendere il pugilato accessibile anche a chi incontra maggiori ostacoli nella pratica sportiva. “Quando abbiamo iniziato questa avventura non sapevamo esattamente dove ci avrebbe portato. Quello che abbiamo scoperto è stato molto più grande di un semplice corso di pugilato: abbiamo visto entusiasmo, sorrisi, miglioramenti, voglia di imparare e soprattutto il desiderio di sentirsi parte di una squadra. Davanti a tutto questo, fermarci perché mancavano i fondi sarebbe stato davvero difficile da accettare”, ha raccontato Palma.
Una scelta, quella di proseguire senza finanziamenti esterni, che riflette la filosofia della palestra. “Per fare sport serve poco: passione, costanza e qualcuno disposto a credere nelle persone. E noi abbiamo deciso di continuare a crederci. Questa è la missione della nostra Palestra Popolare: portare lo sport dove spesso non riesce ad arrivare, abbattendo gli ostacoli economici, sociali e culturali che ancora oggi impediscono a tante persone di praticarlo”, ha spiegato il tecnico. Per Palma, l’inclusione deve tradursi in opportunità concrete e accessibili. “Non vogliamo che l’inclusione rimanga una bella parola da utilizzare nei convegni o nelle occasioni ufficiali. Vogliamo che diventi qualcosa di concreto, fatto di persone, attività e opportunità reali. Lo sport deve essere un diritto e un’opportunità per tutti, non un privilegio riservato a pochi”, ha sottolineato. Il progetto rappresenta un esempio di collaborazione tra associazionismo sportivo e cooperazione sociale, con la palestra che diventa uno spazio di incontro, relazione e crescita. Ogni allenamento offre ai partecipanti la possibilità di sviluppare capacità motorie, coordinazione, autonomia, autostima e relazioni sociali, attraverso un lavoro condiviso tra educatori, psicologo e tecnico sportivo.
Al centro dell’iniziativa resta soprattutto la volontà di permettere a ogni atleta di sentirsi parte di un gruppo, riconosciuto per le proprie capacità e non definito dalle proprie difficoltà. L’auspicio degli organizzatori è che esperienze di questo tipo possano diventare una componente stabile dell’offerta sportiva e sociale del territorio, senza dover affrontare ogni anno le difficoltà legate alla ricerca delle risorse economiche. “Finché ci saranno persone che hanno voglia di salire su quel ring, noi faremo il possibile per esserci. Perché nessuno dovrebbe rimanere fuori dal mondo dello sport”, è il messaggio conclusivo del progetto. Perché sul ring di “Boxiamo Insieme” non conta chi è più forte, ma il coraggio di mettersi in gioco e crescere insieme.







