La notizia è arrivata a sorpresa, con quella voce ferma e serena che ha già imparato a riconoscere chi lo segue dall’elezione. Domenica 11 ottobre, affacciandosi alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico dopo l’Angelus, Papa Leone XIV ha annunciato ai fedeli riuniti in piazza San Pietro che dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico: i medici gli hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone.
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“Di recente, durante alcuni controlli, i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone. È stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato. I medici ritengono opportuno intervenire e allora, seguendo i loro consigli, ho deciso di operarmi per toglierlo. L’intervento è già programmato nei prossimi giorni.” Ha concluso chiedendo vicinanza spirituale e preghiera. Nessun dramma, nessuna reticenza: la stessa trasparenza che aveva caratterizzato il suo approccio alla comunicazione fin dai primi giorni di pontificato.
Secondo quanto si apprende, il ricovero al Policlinico Gemelli di Roma sarebbe previsto per martedì 13 ottobre, con un periodo di recupero post-operatorio stimato intorno a una settimana. La Sala Stampa vaticana ha confermato che il nodulo è emerso durante controlli di routine — secondo alcune fonti, legati a un’infiammazione trattata nelle settimane precedenti — e che Leone XIV prosegue regolarmente le sue attività fino all’intervento.
Gli esperti invitano alla calma. Il professor Massimo Tiseo, direttore dell’Unità di Oncologia medica dell’Università di Parma e membro del direttivo dell’AIOM, ha ricordato che la presenza di un nodulo polmonare non significa necessariamente tumore: sottoposto a screening, circa il 20-25% dei forti fumatori presenta un nodulo, nella maggior parte dei casi benigno. La parola “circoscritto” usata dal Papa indica contorni ben definiti, distinguibili dal tessuto circostante, un elemento clinicamente rassicurante. Se la natura fosse tumorale ma in fase iniziale, le probabilità di guarigione sarebbero molto elevate.
Leone XIV ha 71 anni. La sua scelta di comunicare pubblicamente e direttamente, senza delegare la notizia a un comunicato della Sala Stampa, è già di per sé un atto di governo: un Papa che non si nasconde dietro il protocollo, nemmeno quando la notizia riguarda la propria salute.




