Investire nell’educazione e nella cura della prima infanzia è una delle scelte con i maggiori ritorni per bambini e collettività. È quanto emerge dal rapporto OCSE “Spending Better for Children through Social Policy”, presentato dal segretario generale dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, Mathias Cormann.
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«Investire nei bambini è una delle azioni più importanti che i governi possano intraprendere per costruire un futuro più forte», ha sottolineato Cormann, evidenziando come una migliore allocazione della spesa sociale possa produrre effetti più ampi in termini di equità, apprendimento e benessere.
Secondo quanto riportato nel rapporto, destinare un punto percentuale aggiuntivo della spesa sociale ai servizi educativi per la prima infanzia, ampliandone contemporaneamente l’accesso, potrebbe ridurre la povertà infantile di circa 2,25 punti percentuali nel prossimo decennio. Mantenendo invece invariata l’attuale distribuzione delle risorse, la riduzione si fermerebbe a circa 1,5 punti percentuali.
Lo stesso intervento, secondo l’OCSE, potrebbe inoltre determinare una diminuzione di circa il 4% della quota di studenti con risultati insufficienti nei test PISA, contenendo nel lungo periodo la crescita della spesa pubblica.
Il rapporto sottolinea tuttavia che l’accesso ai servizi per i bambini sotto i tre anni resta ancora fortemente diseguale tra famiglie con livelli di reddito differenti. Da qui la necessità di investire non soltanto di più, ma meglio, garantendo servizi di qualità soprattutto ai bambini che potrebbero trarne maggior beneficio.
Su questo fronte interviene anche la FISM – Federazione Italiana Scuole Materne, che rivendica il ruolo svolto dalla propria rete educativa. Le scuole dell’infanzia paritarie non profit aderenti accolgono ogni giorno circa 450mila bambini tra i 3 e i 6 anni, pari al 35% del totale, mentre in oltre 2mila strutture sono attivi servizi per la fascia 0-3 anni, tra asili nido, micronidi, centri per l’infanzia e sezioni primavera.
Nel complesso, secondo i dati diffusi dalla Federazione, la rete FISM accompagna nel percorso educativo oltre mezzo milione di bambini.
«Il rapporto OCSE conferma ciò che le nostre scuole sperimentano ogni giorno: ogni euro investito nei primi anni di vita torna moltiplicato in termini di equità, apprendimento e coesione sociale», osserva il presidente nazionale della FISM Luca Iemmi.
La Federazione indica come obiettivo il rafforzamento dell’offerta educativa nella fascia 0-3 anni, partendo anche dai Poli per l’infanzia già esistenti. «L’obiettivo non è solo raggiungere la copertura del 33% dei bambini 0-3 anni, ma anche guardare al traguardo del 45% al 2030 indicato da una raccomandazione europea», aggiunge Iemmi.
La FISM rinnova quindi la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni per ampliare i posti nei servizi educativi per la prima infanzia e rendere effettivo il diritto dei bambini ad accedere a percorsi di qualità fin dai primi anni di vita.




