Dai principi costituzionali alle politiche pubbliche, passando per servizi, welfare e rappresentanza femminile. È questo il percorso necessario per raggiungere una reale parità di genere secondo Simona Mulé, consigliera comunale di Latina e coordinatrice della Consulta delle Donne Amministratrici di ANCI Lazio, intervenuta in collegamento al convegno organizzato in Senato dal titolo “Dalla parità formale alla parità sostanziale. A 80 anni dall’Assemblea Costituente, il contributo di UN Women Italy per una roadmap condivisa e una trasformazione concreta”.
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“La parità sostanziale si costruisce quando i principi diventano decisioni, le decisioni diventano servizi e i servizi producono cambiamenti misurabili nella vita delle persone”, ha sottolineato Mulé. A ottant’anni dall’Assemblea Costituente, ai progressi nel riconoscimento dei diritti e nella partecipazione delle donne si affiancano ancora ostacoli concreti: carenza di servizi, distribuzione diseguale dei carichi di cura e condizioni di sicurezza che incidono sulle opportunità di lavoro e sulla vita quotidiana. “In questo scenario i Comuni svolgono un ruolo centrale nel tradurre i principi in servizi, infrastrutture sociali e politiche di welfare”, ha ricordato la consigliera. Mulé ha quindi richiamato i dati del dossier ANCI Donne in Comune 2026: “Le donne amministratrici locali sono 44.402, pari al 35,3% del totale, ma le sindache sono soltanto 1.187, il 15,4%. Nel 1986 erano appena 145: un percorso importante, che non ha ancora colmato il divario nei ruoli di maggiore responsabilità. A fronte di questa disparità, il 49% delle amministratrici possiede una laurea o un titolo post-laurea, contro il 34% degli uomini”.
Secondo Mulé, la minore presenza femminile ai vertici non può dunque essere attribuita a una carenza di competenze. “La sfida è fare in modo che una rappresentanza più plurale contribuisca a rendere visibili bisogni ed esperienze che rischiano di restare ai margini”, ha evidenziato. In questo percorso si inserisce il Protocollo d’intesa sottoscritto il 2 ottobre da ANCI e UN Women Italy, che individua tre ambiti collegati: empowerment economico femminile, infrastrutture sociali, modelli e cultura. “Non può esserci autonomia economica senza servizi che sostengano la conciliazione, né piena libertà senza sicurezza e accessibilità. Asili nido, assistenza alle persone non autosufficienti, trasporto pubblico e riorganizzazione degli spazi pubblici incidono significativamente sui tempi di vita delle donne nella propria quotidianità sociale ed economica”, ha spiegato Mulé. Sul fronte del contrasto alla violenza di genere, la consigliera ha ricordato la campagna nazionale ANCI “Contro la violenza sulle donne, Mai Bandiera Bianca”, promossa con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio per rafforzare la responsabilità delle istituzioni anche oltre la ricorrenza del 25 novembre. “Un impegno che ci porterà alla redazione di un Manifesto politico di tutti i Comuni e le ANCI regionali che presenteremo alla prossima assemblea nazionale dell’ANCI”, ha annunciato la coordinatrice.
Infine, Mulé ha illustrato il lavoro della Consulta delle Donne Amministratrici di ANCI Lazio sul Bilancio di genere, attraverso la predisposizione di un vademecum destinato ai Comuni del Lazio, nell’ambito di un percorso che porterà alla realizzazione di un quaderno operativo nazionale. “I bilanci non sono neutri: integrare la prospettiva di genere nella programmazione significa misurare gli effetti delle scelte pubbliche e orientare le risorse. In questa direzione, la nuova UNI/PdR 180:2026 rappresenta un ulteriore passo avanti, introducendo un riferimento metodologico per la valutazione dell’impatto di genere delle politiche pubbliche e rafforzando il percorso verso la certificazione di genere delle amministrazioni. La sfida è passare dalla dichiarazione dei principi alla misurazione dei risultati, affinché la parità diventi un indicatore concreto della qualità dell’azione amministrativa. Le politiche di genere non devono essere interventi separati, ma un criterio trasversale di programmazione, valutazione e miglioramento dei servizi pubblici e dell’azione amministrativa”, ha concluso Mulé.






