La Gilda degli Insegnanti di Latina interviene sul piano di dimensionamento scolastico per l’anno 2027/2028, dopo il parere negativo espresso dall’Ufficio scolastico regionale del Lazio sulle proposte di riorganizzazione della rete scolastica provinciale. Al centro della questione, il ripristino dell’autonomia degli istituti comprensivi Don Milani e Vito Fabiano e il riassetto degli istituti superiori San Benedetto-Einaudi-Mattei e Galilei-Sani.
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«Ancora una volta l’offerta formativa e le esigenze dei territori rischiano di essere sacrificate da decisioni che non tengono adeguatamente conto delle ricadute sulle comunità scolastiche». Così Patrizia Giovannini, coordinatrice provinciale della Gilda degli Insegnanti di Latina, commenta il parere dell’Ufficio scolastico regionale.
Le due proposte erano state inserite nel piano approvato dal Consiglio provinciale di Latina, dopo il confronto svolto nell’Osservatorio con Comuni, istituzioni scolastiche e organizzazioni sindacali.
Don Milani e Vito Fabiano, la richiesta di ripristinare l’autonomia
La fusione dei due istituti comprensivi è giunta al terzo anno scolastico, ma secondo la Gilda è necessario affrontare le criticità emerse dall’accorpamento.
«È condivisibile l’intento della delibera di giunta comunale che chiede di restituire autonomia ai due istituti, ma non basta dichiararne l’opportunità: serve un’analisi approfondita che documenti i disagi prodotti dalla fusione, a partire da un confronto con le parti sociali e la dirigenza scolastica», sottolinea Giovannini.
«L’attuale organizzazione ha inciso sui servizi e sull’offerta formativa, alimentando il malcontento delle famiglie, costrette a rivolgersi alla sede di Borgo Sabotino, dove si trova la segreteria, per pratiche amministrative, colloqui e richieste alla dirigenza. Alla Don Milani manca un presidio amministrativo e dirigenziale in loco, una criticità che conferma la necessità di rivedere l’assetto».
Mattei e Galilei, la proposta di riorganizzazione
La seconda proposta della Provincia, anch’essa oggetto del parere negativo dell’Ufficio scolastico regionale, mira a superare l’attuale accorpamento del Mattei con il San Benedetto e l’Einaudi, riorganizzando il polo scolastico con il vicino Galilei-Sani.
«Mattei e Galilei sono istituti adiacenti, con indirizzi complementari e laboratori condivisibili», osserva la coordinatrice della Gilda. «Inoltre il Galilei occupa già il secondo piano dell’edificio del Mattei. Una diversa organizzazione potrebbe quindi favorire sinergie didattiche e una gestione più razionale delle risorse, senza maggiori oneri economici».
Giovannini richiama anche la perdita di classi prime del Mattei a vantaggio del Galilei dopo l’accorpamento con San Benedetto ed Einaudi.
«È un dato da approfondire, perché riguarda la distribuzione degli iscritti e la riconoscibilità degli istituti. Chiediamo che la proposta sia valutata nel merito, considerando le sue possibili ricadute sull’offerta formativa e sull’organizzazione scolastica».
La Gilda: «Servono monitoraggio e ascolto delle comunità scolastiche»
La Gilda richiama le linee guida regionali sul dimensionamento, approvate il 10 settembre 2026, che indicano tra i principi da tutelare la stabilità della rete scolastica, l’identità degli istituti e il legame con i territori.
«Ci chiediamo come possa conciliarsi il parere dell’Usr con questi principi. Le fusioni devono essere accompagnate da un monitoraggio dei loro effetti, per verificare se gli assetti funzionino o se sia necessario correggerli. Le criticità emerse al Don Milani, al Vito Fabiano e al Mattei rendono questa verifica indispensabile», sottolinea Giovannini.
La coordinatrice contesta inoltre il metodo seguito nelle precedenti riorganizzazioni: «Questi accorpamenti sono stati decisi senza un’adeguata analisi territoriale e senza un coinvolgimento effettivo delle comunità scolastiche. Scelte così importanti non possono essere calate dall’alto, ma devono basarsi sui dati, sulle esigenze didattiche e sul confronto con chi vive la scuola ogni giorno».
In vista della convocazione della Conferenza permanente sul dimensionamento scolastico, la Gilda auspica che le proposte della Provincia siano riesaminate.
«Il parere dell’Usr non è vincolante. Ci auguriamo che al tavolo della Conferenza si apra un confronto concreto e che la giunta regionale tenga conto delle criticità emerse, senza reiterare scelte unilaterali. L’obiettivo deve essere una rete scolastica funzionale, stabile e vicina ai bisogni delle comunità, capace di tutelare l’offerta formativa e garantire servizi adeguati a studenti e famiglie», conclude Patrizia Giovannini.




