Sabato 17 ottobre alle ore 18 Spazio Mad, nella sede di LBC e Articolo21 a Latina, inaugura “Arte in connessione”, mostra di incisioni e disegni che mette in dialogo la cultura italiana e quella armena attraverso le opere dell’artista Ine Sergeyan, accompagnata dalla storica e critica dell’arte Meri Sahakyan, cocuratrice del progetto.
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La selezione comprende 20 opere grafiche originali, sviluppate attraverso una ricerca dedicata ai temi della trasformazione, della memoria, della ripetizione e della natura ciclica dell’esistenza. La mostra resterà visitabile fino al 28 ottobre.
Il progetto nasce da un incontro avvenuto cinque anni fa in Armenia, quando una delegazione italiana di artisti diretta da Fabio D’Achille partecipò al simposio internazionale “Art Diplomatia” nella città di Vagarshapat, Etchmiadzin. Artisti provenienti da diversi Paesi furono impegnati nella realizzazione di opere “open air” ispirate al patrimonio artistico e culturale armeno, lavorando in aree archeologiche e luoghi sacri e condividendo per circa una settimana esperienze artistiche e culturali.
Da quell’esperienza nasce oggi una nuova tappa dello scambio tra Italia e Armenia. Mad Museo d’Arte diffusa accoglie infatti la delegazione armena con una serie di appuntamenti nelle proprie sedi tra Latina e provincia. Il percorso è partito dal MadXI Museo Contemporaneo, nell’ambito della mostra diffusa del SIC – Sistema Integrato delle Città di Fondazione “Un mare di Novecento”, dedicata a Sergio Ban e alla videoproiezione del progetto fotografico “Meta-Est” di Sara Aliscioni a Tor Tre Ponti.
«Attraverso il linguaggio dell’arte grafica, Impressioni di Connessione esplora come gli incontri umani lascino tracce che continuano a esistere al di là della distanza geografica e del tempo», spiega Meri Sahakyan. «È concepita non solo come una presentazione artistica individuale, ma anche come la continuazione di un rapporto creativo di lunga data, sviluppatosi attraverso esperienze condivise, incontri e scambi culturali».
La critica richiama anche il valore simbolico dell’arte grafica, fondata sull’idea di traccia e trasmissione: «Nel processo di stampa, un’immagine viene prima creata su una matrice e poi trasferita su un’altra superficie, creando una nuova presenza attraverso la ripetizione e la trasformazione. Questo processo fisico diventa una metafora delle connessioni umane, dello scambio culturale e della memoria. Ogni incontro lascia un’impressione».
Nell’ambito del progetto sarà inoltre realizzata una nuova serie di opere grafiche appositamente per la mostra. Attraverso tecniche di stampa tradizionali e contemporanee, i lavori indagheranno memoria, movimento, incontro e dialogo culturale, combinando forme astratte, elementi simbolici e immagini frammentate per rappresentare connessioni invisibili tra luoghi, persone ed esperienze.
La mostra vuole così trasformare il segno grafico in una sorta di stratificazione della memoria, nella quale ogni traccia diventa il riflesso visivo di un percorso artistico condiviso tra culture differenti.










