Il Tribunale di Latina ha accolto integralmente il ricorso cautelare d’urgenza presentato da un’utente assistita dal Codacons Latina, dopo che il gestore idrico aveva interrotto completamente la fornitura di acqua nella sua abitazione per una presunta morosità, nonostante la donna si trovasse in una condizione di grave disagio economico e avesse i requisiti per beneficiare delle tutele previste dalla normativa.
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A darne notizia è il Codacons Latina, che ha reso noto il contenuto di un’ordinanza depositata il 12 ottobre 2026 dalla Seconda Sezione Civile del Tribunale ordinario di Latina, con giudice Paolo Bertollini.
Il provvedimento ha accolto il ricorso proposto ai sensi dell’articolo 700 del Codice di procedura civile dall’utente, assistita dall’avvocato Riccardo Benedetti, confermando il precedente decreto emesso il 16 settembre 2026 senza preventiva audizione della controparte. Il giudice ha inoltre respinto le eccezioni sollevate dal gestore idrico e lo ha condannato al pagamento delle spese di lite.
La sospensione dell’acqua nonostante il grave disagio economico
La vicenda ha avuto origine il 31 agosto 2026, quando il gestore idrico ha disposto la completa interruzione dell’erogazione dell’acqua per una presunta morosità.
Secondo quanto riferito dal Codacons, l’utente si trovava però in una condizione di gravissimo e documentato disagio economico-sociale, con un valore ISEE ampiamente compreso nei limiti previsti dalla legge per accedere al bonus sociale idrico.
Nonostante la presenza dei requisiti per beneficiare delle tutele rafforzate, il gestore aveva proceduto alla sospensione totale della fornitura, privando l’abitazione di un servizio essenziale.
Il Tribunale: gli utenti tutelati non possono essere privati dell’acqua
Come evidenziato nella nota del Codacons, il Tribunale ha richiamato il decreto-legge 124/2019 e la regolamentazione dell’ARERA, in particolare le deliberazioni 63/2021/R/com e 311/2019/R/IDR (REMSI), relative alle tutele previste per gli utenti in condizioni di disagio economico.
Il giudice ha ribadito che il bonus sociale idrico viene riconosciuto automaticamente a seguito della presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e che gli utenti aventi diritto alle relative tutele rientrano nella categoria dei soggetti non disalimentabili, nei confronti dei quali è vietata la sospensione del servizio.
Un passaggio particolarmente rilevante del provvedimento riguarda gli eventuali ritardi amministrativi nel riconoscimento del beneficio: secondo quanto riportato dall’associazione, i tempi necessari agli enti competenti per formalizzare o lavorare la pratica non possono ricadere sull’utente che possiede i requisiti previsti.
Il diritto all’acqua prevale sulle pretese economiche del gestore
Accogliendo la tesi sostenuta dall’avvocato Riccardo Benedetti, il Tribunale ha riconosciuto che la privazione dell’acqua potabile non comporta soltanto un possibile danno economico, ma può determinare un pregiudizio imminente e irreparabile a diritti fondamentali della persona.
In particolare, il provvedimento richiama il diritto alla vita, alla salute e a condizioni di vita dignitose, evidenziando, secondo la ricostruzione del Codacons, come tali diritti debbano prevalere sulle pretese creditorie avanzate dal gestore idrico.
La decisione, comunicata dal Codacons Latina il 13 ottobre 2026, conferma dunque la tutela riconosciuta in sede cautelare all’utente e ribadisce l’importanza delle garanzie previste per le persone economicamente vulnerabili nell’accesso a un servizio essenziale come l’acqua potabile.




