Nel giorno del 110° anniversario della nascita di Aldo Moro si apre simbolicamente, mercoledì 23 settembre, il “Cantiere della Memoria” di Culla Caetani, installazione monumentale ideata dall’artista concettuale Lokrima, Mirko Tosti. Una grande culla-carillon che intreccia arte, design, ingegneria meccanica, elettronica, musica e memoria politica, dando il via a un percorso di confronto e partecipazione destinato ad arricchire l’opera attraverso il contributo di cento sguardi e competenze diverse. L’opera, in parte già realizzata, entra così in una fase di work in progress da condividere nel momento stesso della sua gestazione. Il progetto sceglie infatti di mostrarsi mentre prende forma, affidando al cantiere – al lavoro, alla materia, alle competenze e alle persone che lo stanno costruendo – un ruolo integrante dell’opera.
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La scelta del 23 settembre vuole celebrare innanzitutto la nascita di Moro e non la sua morte, trasformandone il compleanno in un’occasione di pensiero e osservazione lontana dalla ritualità celebrativa. Culla Caetani parte dall’immagine dell’auto nella quale venne ritrovato il corpo dello statista in via Caetani, rovesciandone però radicalmente il significato. Il portellone originale di una Renault 4 d’epoca diventa parte dell’ossatura di una grande culla-carillon, trasformando il luogo della morte in un dispositivo simbolico che richiama invece l’origine, la nascita e l’idea di futuro. Il risultato è un’opera che porta dentro di sé la dimensione intima della culla e quella pubblica della memoria repubblicana: un monumento portatile e, allo stesso tempo, un’agorà di riflessione nella quale materia, storia e pensiero politico entrano in relazione. Anche il cuore musicale di Culla Caetani nasce dall’incontro tra universi apparentemente inconciliabili, con atmosfere e linguaggi attualmente in fase di sperimentazione: un dialogo in divenire tra suggestioni sacrali e monumentali, che richiamano la forza della “Passione secondo Matteo” BWV 244 di Johann Sebastian Bach, e il pop della fine degli anni Settanta, come “Pensiero stupendo” di Patty Pravo.
Un percorso di ricerca sonora e timbrica pensato per evitare l’uso rigido di brani preesistenti e sviluppato per evolversi attraverso partiture originali, anche grazie al confronto con compositori e direttori d’orchestra, tra cui il maestro Enrico Melozzi. Il 23 settembre prende inoltre il via la selezione per uno speciale “Comitato dei 100”, destinato a costituire il corpo vivo che circonda e protegge Culla Caetani. Cento sguardi trasversali, frutto di una scelta a cura di Hilda Family Benefit e del direttore creativo Mirko Tosti, chiamati a farsi custodi di questo reliquario laico. È possibile proporsi come contributor scrivendo all’indirizzo e-mail hildafamily153@gmail.com. Il progetto intende riunire progressivamente studiosi del Caso Moro, curatori, galleristi, istituzioni, imprenditori, operatori culturali, artisti, giornalisti, musicisti e professionisti della tecnologia e della realtà aumentata, con l’obiettivo di creare una comunità di interlocutori parte attiva del processo creativo. Il Comitato sarà coinvolto attraverso momenti di confronto, materiali di approfondimento, test di riflessione e interviste video private. Non un semplice organismo consultivo, dunque, ma una componente del processo attraverso cui l’opera prende forma e costruisce intorno a sé una comunità di pensiero.
La memoria e il trauma della Repubblica diventano così un laboratorio permanente di coscienza civile, facendo del confronto intorno all’opera una parte integrante del progetto. Per la realizzazione di Culla Caetani sono stati coinvolti artigiani, maestranze e professionisti delle Marche, ciascuno chiamato a intervenire su una parte specifica del progetto: elettronica, plexiglass, carrozzeria, tessuti, sartoria, imbottitura e componentistica. Una rete di competenze che trasforma il “saper fare” artigiano in parte integrante del linguaggio dell’opera. La precisione dell’ingegneria e del design industriale si confronta con la manualità delle botteghe, mentre materiali di recupero, tessuti italiani e componenti elettroniche su misura contribuiscono alla costruzione di un oggetto che vuole sottrarsi alla serialità e alla fruizione veloce. Culla Caetani rappresenta inoltre il primo nucleo di un progetto più ampio, “Reliquie Laiche (1978)”, serie di opere tecnologiche e oggetti d’arte derivati dalla grande installazione. Targhe e quadri-box riprenderanno elementi dell’opera e della memoria del 1978, integrando tecnologia, archivi digitali e realtà aumentata per portare la riflessione sulla storia repubblicana anche fuori dagli spazi museali.
Il progetto nasce all’interno della divisione Racconto di Hilda Family Benefit, realtà che affianca alla dimensione dedicata all’ascolto, al welfare e al benessere una seconda anima rivolta alla memoria, alla creatività e alla rigenerazione del pensiero critico. È in questo ambito che si sviluppa la ricerca di Lokrima, artista concettuale, filmmaker e direttore creativo, che porta nella realizzazione di Culla Caetani un approccio cinematografico alla memoria e una ricerca incentrata sull’incontro fra materia, storia e pensiero politico. Il percorso culminerà nel maggio 2027 a Roma, quando Culla Caetani sarà presentata nel corso di uno speciale evento privato su invito, trasformando la ricorrenza della morte di Moro in un momento di riflessione sul pensiero e sulla coscienza collettiva. Il 23 settembre si apre dunque un cantiere che è esso stesso parte dell’opera, un luogo nel quale la memoria di Aldo Moro torna a essere materia, suono, lavoro, tecnologia e, soprattutto, pensiero.



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