Si chiude lungo le coste del basso Lazio una stagione riproduttiva particolarmente significativa per le tartarughe marine Caretta caretta. Da Sperlonga a Gaeta, passando per Formia e Terracina fino all’isola di Ventotene, le spiagge della Riviera di Ulisse sono state interessate durante l’estate da un’attività costante di monitoraggio e tutela condotta dai tecnici specializzati e dai volontari che collaborano con la rete regionale TartaLazio.
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L’ultimo capitolo della stagione si è svolto nel pomeriggio di martedì proprio a Ventotene, dove il personale del Parco Naturale Regionale Riviera di Ulisse, insieme agli operatori di Legambiente Ventotene, ha effettuato il controllo finale dell’ultimo nido presente sull’isola.
Con quest’ultima attività si conclude una stagione che ha fatto registrare 13 nidi di Caretta caretta lungo le coste del sud pontino. Ogni sito individuato è stato sottoposto alle attività di protezione e monitoraggio previste, con l’obiettivo di favorire la schiusa e la successiva corsa verso il mare delle giovani tartarughe.
Tra i luoghi interessati dalla nidificazione figura anche Gaeta, con il nido sulla spiaggia dell’Ariana, insieme ad altri tratti costieri di Sperlonga, Formia, Terracina e Ventotene. Le operazioni svolte durante l’estate hanno consentito inoltre di raccogliere dati che saranno analizzati nei prossimi mesi per approfondire le dinamiche riproduttive della specie protetta.
«Un sentito ringraziamento va rivolto a tutti i cittadini e agli operatori balneari che, con le loro segnalazioni tempestive e il rispetto delle aree protette, hanno fatto la loro parte per custodire questo patrimonio naturale», afferma Fabio Refini, direttore dell’Ente Parco.
Refini rivolge un ringraziamento anche alle forze dell’ordine e, in particolare, alla Capitaneria di Porto per il supporto fornito alle attività di salvaguardia delle tartarughe marine.
«Moltissime giovani tartarughe sono riuscite a raggiungere il mare questa estate, ma la nostra attenzione non va in vacanza. Anche durante i mesi invernali continuerà l’attività dei nostri ricercatori per l’analisi e l’elaborazione di tutti i dati raccolti sui nidi nel periodo estivo», prosegue il direttore.
Il lavoro proseguirà quindi anche dopo la conclusione delle schiuse. «L’ultimo ma più grande ringraziamento lo rivolgo ai naturalisti del nostro Parco, che si dedicano con grande professionalità e senza mai risparmiarsi alle attività di monitoraggio, studio e salvaguardia del nostro meraviglioso patrimonio naturale», conclude Fabio Refini.


