Il nuovo permesso a pagamento per l’accesso delle auto elettriche alle Ztl torna al centro dello scontro politico in Campidoglio. Il capogruppo della Lega Fabrizio Santori interviene sui dati relativi al calo degli ingressi dei veicoli elettrici nel centro storico diffusi dall’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, contestando la scelta dell’amministrazione capitolina.
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Dal 1° luglio 2026 Roma Capitale ha superato il precedente regime di accesso gratuito generalizzato per le auto esclusivamente elettriche, introducendo un permesso annuale a pagamento, con alcune categorie che continuano a beneficiare della gratuità. La tariffa prevista per gli altri utenti è pari a circa la metà di quella applicata ai corrispondenti veicoli tradizionali.
«L’assessore alla Mobilità Patanè sciorina i dati sul calo degli ingressi nella Ztl centro storico delle auto elettriche, un “successo” dovuto al nuovo balzello stabilito dalla giunta Pd a inizio estate», dichiara Santori, che contesta l’importo richiesto e richiama nel suo intervento anche un pronunciamento del Tar sul provvedimento.
Il capogruppo della Lega critica soprattutto il passaggio dal precedente accesso gratuito al nuovo sistema a pagamento. «La sinistra che invitava i romani a comprare le auto elettriche, anche perché avrebbero consentito di spostarsi all’interno del centro storico gratuitamente, una volta che il nuovo parco macchine è diventato congruo, ha preparato la stangata con una tassa inaccettabile», sostiene Santori.
La motivazione indicata da Roma Capitale per l’introduzione della nuova disciplina è invece legata all’aumento dei veicoli elettrici e dei relativi permessi di accesso. L’amministrazione ha spiegato che, pur trattandosi di mezzi a emissioni zero, la loro crescita incide sulla congestione del traffico e sulla disponibilità degli spazi di sosta nel centro storico.
Santori conclude ribadendo la propria contrarietà alla misura: «Basta ingannare i romani, spremerli come limoni e spacciare certi espedienti per successi invece di vergognarsene».


