Quattro vincitori per altrettante sezioni e un Premio Speciale a Paola Minaccioni. Si è conclusa sabato 19 settembre, al Teatro 7 Off di Roma, la nona edizione del Premio Nazionale di Scrittura Umoristica Achille Campanile, promosso dall’Associazione Culturale Achille Campanile APS con il sostegno della SIAE. La serata, condotta da Francesca Del Fa, madrina dell’edizione, ha celebrato la scrittura umoristica nelle sue diverse forme, dal romanzo al racconto breve fino al teatro. Per la sezione Romanzo edito il primo premio è stato assegnato a Vladimir Di Prima con “L’incoscienza di Badalà”, mentre il secondo premio ex aequo è andato a Daniela Matronola ed Enrico Giacovelli. Menzione speciale della giuria per Pietro Verzina.
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Nel Romanzo inedito ha vinto Giordano Silvetti con “Ponte scivoloso quando bagnato”; secondo premio ex aequo per Enrica Trapani e Renata De Rosa e menzioni speciali per Raffaello Petti e Marco Antonio Rosso. Per il Testo teatrale inedito il primo premio è stato assegnato ad Agostino Pannone con “La balena più grande del mondo”, seguito da Raffaello Petti e Giuseppe Scutellà. Menzione speciale per Paolo Tartamella. Nella sezione Racconto breve inedito si è imposto Carlo Animato con “Il professor Guglia e altri inconvenienti”, davanti a Rosa Romano e Roberto Ritondale, quest’ultimo in gara con “Il Vangelo secondo Gennaro”. Menzioni speciali per Stefano Bigliardi e Stefano Toselli. Nel corso della finale è stato inoltre consegnato a Paola Minaccioni il Premio Speciale “Umorista sarà lei!”, riconoscimento istituito nel 2025 per valorizzare personalità dello spettacolo capaci di interpretare l’umorismo attraverso originalità, qualità artistica e capacità di raccontare la realtà.
La prima edizione del premio speciale era stata assegnata a Nino Frassica. A valutare le opere è stata una giuria composta da Pino Imperatore, Anthony Caruana, Dani Maura, Michele La Ginestra, Giuseppe Rispoli, Silvio Moretti, Luigi Annibaldi e Angelo Simone Cannatà, presieduta da Paolo Restuccia, storico regista de “Il Ruggito del Coniglio” di Rai Radio2. Nato nel 2017, il Premio porta avanti l’eredità di Achille Campanile, valorizzando un’idea di umorismo che non si esaurisce nella battuta e nella risata, ma utilizza paradosso, equivoco e linguaggio come strumenti per osservare e interpretare la realtà.
La finale si è conclusa nel segno del teatro con “E la chiamano estate”, spettacolo scritto e diretto da Vittorio Viviani e interpretato dallo stesso Viviani insieme a Martina Carpi, costruito come una rilettura dell’universo umoristico di Campanile e di altre suggestioni del teatro del Novecento. Archiviata la nona edizione, lo sguardo è già rivolto al 2027, quando ricorreranno i cinquant’anni dalla scomparsa di Achille Campanile, anniversario che accompagnerà il nuovo percorso del Premio e offrirà l’occasione per tornare sull’attualità della sua produzione letteraria e teatrale.





