Un nuovo grave incidente sul lavoro riporta al centro il tema della sicurezza nei cantieri della Capitale. Un operaio di 64 anni è ricoverato in prognosi riservata dopo essere caduto da una scala mentre era impegnato nella ristrutturazione di un locale in via Prenestina. Sull’episodio interviene Giovanni Barbera, segretario della Federazione di Roma, Castelli e Litoranea del Partito della Rifondazione Comunista e membro della Direzione nazionale.
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«Un altro grave incidente sul lavoro a Roma. Un operaio di 64 anni è ricoverato in prognosi riservata dopo essere caduto da una scala mentre lavorava alla ristrutturazione di un locale in via Prenestina. Accade a pochissimi giorni dalla morte di Andrea Moretti, il ragazzo di 22 anni precipitato mentre lavorava al Colosseo. Due episodi distinti, sui quali saranno gli accertamenti a stabilire dinamiche e responsabilità, ma che riportano ancora una volta al centro la questione della sicurezza sul lavoro nella Capitale», dichiara Barbera.
La morte di Andrea Moretti è avvenuta nella notte tra il 22 e il 23 settembre, dopo una caduta di circa dieci metri durante i lavori per il nuovo impianto di illuminazione del Colosseo; sulla dinamica sono in corso gli accertamenti della Procura di Roma. Barbera chiede un confronto straordinario sulla sicurezza sul lavoro e un rafforzamento delle verifiche nei cantieri e nei luoghi di lavoro. «Non possiamo continuare ad affrontare questa emergenza un incidente alla volta. Dopo ogni tragedia si promettono controlli e maggiore attenzione, poi tutto ricomincia. Chiediamo alle organizzazioni sindacali e a tutti gli organismi competenti per la vigilanza di aprire un confronto straordinario sulla sicurezza sul lavoro a Roma, accompagnato da un piano di controlli rafforzati nei cantieri e nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione ai settori più esposti e alle catene di appalto e subappalto», prosegue il segretario.
Sul caso della Prenestina, Barbera sottolinea la necessità di attendere l’esito delle verifiche: «Sono già in corso verifiche sulla regolarità della posizione lavorativa dell’operaio e sul rispetto delle norme di sicurezza. Attendiamo gli accertamenti senza anticiparne l’esito. Ma il problema politico è già davanti a noi: non possiamo aspettare che il prossimo incidente diventi l’ennesima morte sul lavoro prima di intervenire. La sicurezza non può dipendere dalla fortuna di tornare a casa vivi», conclude Barbera.


