Una revisione profonda dell’attuale sistema di prevenzione, controllo e gestione degli incendi, con strutture coordinate a livello centrale, presidi permanenti nelle aree maggiormente esposte e reparti specializzati. È la proposta avanzata da Luigi Gioacchini, esponente del Mlis – Movimento Libero Iniziativa Sociale, che interviene sul tema della tutela del territorio con una dura critica al modello adottato negli ultimi decenni.
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«Il sistema attuale di controllo, gestione, prevenzione e repressione, in primis degli incendi, praticamente nato nel 1992, è stato ed è un fallimento – afferma Gioacchini –. Un fallimento costosissimo, paragonabile a una sfarzosa rappresentazione del nulla di fatto, che sta contribuendo a portare l’Italia verso l’autodistruzione. Va rimesso tutto in discussione. Non si può continuare così».
Secondo l’esponente del Mlis, sarebbe necessario istituire strutture di competenza centrale, svincolate dalle realtà territoriali e dislocate nei punti considerati maggiormente critici. Durante i mesi estivi, questi presidi potrebbero trasformarsi in osservatori permanenti, con il compito di individuare tempestivamente i primi segnali di un incendio o eventuali presenze sospette nelle aree sensibili e consentire l’immediata attivazione degli interventi.
Gioacchini propone inoltre la creazione di reparti specifici posti alle dipendenze dell’Aeronautica Militare, mettendone a sistema competenze, professionalità e capacità operative.
«È mancata proprio la volontà di creare una vera forza dello Stato, che avrebbe potuto essere costituita anche utilizzando soltanto una piccola parte delle risorse rese disponibili dall’abolizione della leva obbligatoria», sostiene.
Nella proposta, una struttura nazionale di questo tipo dovrebbe essere indipendente dal settore privato e in grado di intervenire rapidamente sull’intero territorio nazionale, affiancando anche i Vigili del Fuoco nelle situazioni di maggiore criticità. Potrebbe inoltre essere impiegata, secondo Gioacchini, nei principali interventi di soccorso, nelle emergenze sanitarie e nelle attività di protezione civile.
L’esponente del Movimento Libero Iniziativa Sociale rivolge quindi una critica all’organizzazione sviluppata negli anni, parlando di strutture caratterizzate da un’eccessiva componente burocratica a fronte, a suo giudizio, di risultati insufficienti sul piano della prevenzione e del controllo del territorio.
«Si è preferito, invece, anche in un settore tanto delicato e strategico, procedere alla costruzione di “carrozzoni”: strutture caratterizzate da migliaia di assunzioni e da una crescente macchina burocratica, mentre sul territorio, ai disastri già in atto, se ne aggiungono continuamente altri e, sul fronte della prevenzione, del controllo e della gestione del territorio, continua a regnare il nulla più assoluto», afferma Gioacchini.
Da qui l’affondo conclusivo dell’esponente del Mlis, che contesta anche il modo in cui, a suo giudizio, vengono comunicati i risultati raggiunti.
«Un nulla, però, confezionato e presentato magistralmente da abili – e pericolosissimi – suonatori di flauti magici, capaci di trasformare l’inefficienza in narrazione, l’immobilismo in azione e il fallimento in apparente successo», conclude Luigi Gioacchini.


