A Latina, in piazza Berlinguer, è stata ufficialmente inaugurata la nuova “Panchina Solidale“, un elemento d’arredo urbano dall’alto valore sociale e simbolico. Progettata con un’apposita rientranza centrale pensata per ospitare le persone in carrozzina, la struttura permette a chi si sposta su ruote di posizionarsi esattamente al centro della seduta, accanto agli altri cittadini, abbattendo le barriere fisiche ed evitando ogni forma di isolamento. A tagliare il nastro dell’inaugurazione è stato un giovane cittadino, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni e delle realtà sociali locali.
Leggi sullo stesso argomento
LATINA | Asili nido, affidata la gestione di tre strutture comunali per il triennio 2026-2029
LATINA | Il nuovo comandante provinciale dei Carabinieri Palmieri incontra il sindaco Celentano
LATINA | Giovani imprenditori, nasce il Premio del Comune: 8mila euro per otto categorie
L’iniziativa nasce da una stretta sinergia tra le associazioni del territorio – Borgo Sabotino 2.0 APS, Il Libro di Emiliano APS e Onda Azzurra Pontina APS – con il contributo tecnico dell’azienda Meccanica Pontina e il supporto del vicesindaco Carnevale, che ha fornito le panchine e si è impegnato a sostenere ulteriori azioni per la città sociale.
Nel corso dell’evento, il consigliere comunale Giuseppe Coriddi ha sottolineato come la vera forza di questa installazione risieda nella sua capacità di connettere le persone oltre qualsiasi limite, creando uno spazio in cui la gentilezza e l’amicizia possano fiorire spontaneamente. Coriddi ha poi evidenziato il significato profondo dell’intervento, precisando che oggi si inaugura molto più di una semplice panchina. Consapevoli che una panchina inclusiva non può e non vuole risolvere da sola il problema dell’inclusione, l’obiettivo resta quello di costruire risposte reali attraverso strumenti concreti che permettano a tutti di vivere gli stessi spazi e le medesime esperienze.
Come ricordato dal consigliere Coriddi, questo intervento si inserisce in un percorso più ampio già avviato sul territorio, ad esempio con la donazione delle sedie Job agli stabilimenti del lungomare di Latina per rendere il mare accessibile a chiunque, o con l’introduzione della sedia da maratona per garantire il diritto allo sport. Con questa nuova installazione si aggiunge un altro tassello: un manufatto semplice che diventa il simbolo di una città intesa a non lasciare indietro nessuno, offrendo un luogo dove sedersi, parlare, aspettare o semplicemente condividere un momento.
Coriddi ha infine rimarcato che l’inclusione non è un atto di carità ma un dovere di equità sociale. Se il messaggio portato avanti nel tempo è che il mare, lo sport e la città appartengono a tutti, la parola fondamentale da aggiungere oggi è “INSIEME”. Non è sufficiente infatti dichiarare che un luogo è di tutti se poi ciascuno lo vive separatamente: la vera inclusione si realizza quando si sta insieme e quando le differenze smettono di essere distanze per diventare occasioni di conoscenza, comprensione e crescita collettiva. L’auspicio delle istituzioni è che la comunità si prenda cura di questo spazio, affinché non venga percepito come un corpo estraneo o una struttura “speciale”, ma come un moltiplicatore di integrazione per l’intero tessuto cittadino.



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.