Revocare la procedura elettorale per il rinnovo delle cariche del Forum dei Giovani del Comune di Latina e programmare nuove elezioni garantendo pubblicità degli atti, rispetto del Regolamento e maggiore partecipazione. È la richiesta avanzata dai consiglieri comunali del Partito Democratico Valeria Campagna e Leonardo Majocchi e dal segretario dei Giovani Democratici di Latina Simone Acquasanta, dopo la discussione dell’interrogazione a risposta immediata sulle elezioni svoltesi lo scorso 2 settembre.
Leggi sullo stesso argomento
LATINA | Fiore firma la proposta Confesercenti per il commercio di prossimità
LATINA | Lega contro Anzalone: «La lealtà politica non può essere a corrente alternata»
LATINA | Perrone lascia il Comitato 465 e attacca Fanti: «Alla città servono risposte»
L’interrogazione, firmata da Campagna e Majocchi e sollecitata dai Giovani Democratici, è stata illustrata in aula da Valeria Campagna. Secondo i tre esponenti, le risposte fornite dall’assessore alle Politiche giovanili Andrea Chiarato non avrebbero chiarito i dubbi sollevati e avrebbero invece aggravato il quadro delle presunte irregolarità contestate.
«L’assessore ha lasciato senza risposta molti degli interrogativi che avevamo posto e le risposte che ha fornito sono gravissime. In primo luogo, ha affermato che il verbale numero 17 del 1° luglio, con cui veniva comunicata l’indizione delle elezioni, era regolarmente pubblicato sul sito istituzionale. Si tratta di un’affermazione non corrispondente al vero: quel verbale è stato pubblicato solo pochi giorni fa, molto dopo lo svolgimento delle elezioni del 2 settembre, e soltanto in seguito alla nostra segnalazione pubblica», dichiarano congiuntamente Campagna, Majocchi e Acquasanta, annunciando di voler valutare eventuali profili di responsabilità nelle sedi competenti.
Un altro punto contestato riguarda i programmi delle candidature. Secondo quanto riportato nella nota, Chiarato avrebbe dichiarato che i programmi erano stati consegnati a mano durante l’assemblea di luglio. I firmatari richiamano però l’articolo 8 del Regolamento del Forum, secondo il quale i programmi depositati devono essere trasmessi via e-mail a tutti gli iscritti insieme alla data dell’elezione e pubblicati in un’apposita area del sito istituzionale.
«La consegna a mano in una riunione estiva non sostituisce ciò che il Regolamento impone. Le norme prevedono l’invio a tutti gli iscritti e la pubblicazione sul sito proprio perché ogni giovane iscritto al Forum abbia il diritto di conoscere candidature e programmi e di partecipare consapevolmente al voto. Quando questi passaggi vengono ignorati, il risultato non è un semplice disguido amministrativo, ma la compressione del diritto di partecipazione di tutti gli iscritti», sostengono i tre.
PD e Giovani Democratici contestano inoltre la scelta di anticipare le elezioni di oltre due mesi rispetto alla scadenza del mandato degli organismi in carica, prevista per il 5 novembre. Secondo quanto riferito nel comunicato, l’unica comunicazione rintracciabile sarebbe un post pubblicato sulla pagina social del Forum la mattina stessa del 2 settembre, mentre non sarebbero state pubblicate comunicazioni sull’Albo Pretorio, sul sito istituzionale o sui canali social del Comune.
«Anticipare di due mesi un’elezione, collocarla in pieno periodo di vacanze e annunciarla con un post social la mattina stessa del voto non è una distrazione: è una scelta politica precisa. E il risultato di quella scelta è che quasi nessuno ne è venuto a conoscenza», affermano Campagna, Majocchi e Acquasanta, sottolineando inoltre che la Commissione consiliare Politiche giovanili, presieduta da Claudio Di Matteo, non sarebbe stata informata della procedura.
Al centro delle critiche c’è anche il numero degli iscritti al Forum, che secondo i firmatari sarebbe sceso a 17 partecipanti. Campagna, Majocchi e Acquasanta sostengono che l’organismo abbia progressivamente perso pluralismo e rappresentatività rispetto alla comunità giovanile cittadina.
«Il compito di un assessore alle Politiche giovanili dovrebbe essere quello di aprire e favorire la partecipazione, di andare a cercare i ragazzi nelle scuole, nelle università, nelle associazioni, nei quartieri. Qui è avvenuto l’esatto contrario: si sono chiusi e hanno trasformato il Forum dei Giovani nella riunione di condominio di Fratelli d’Italia. Diciassette iscritti raccontano meglio di qualunque dichiarazione il fallimento politico di questa Amministrazione sulle politiche giovanili», dichiarano i tre esponenti.
Da qui la richiesta formale all’assessore Chiarato di revocare la procedura e riprogrammare le elezioni, assicurando maggiore pubblicità, il rispetto integrale delle disposizioni del Regolamento e una campagna finalizzata ad ampliare la partecipazione.
«Se questo non avverrà, ci rivolgeremo al Responsabile della trasparenza e della prevenzione della corruzione del Comune di Latina e all’Autorità Nazionale Anticorruzione. Il Forum dei Giovani è uno strumento di tutte le giovani e di tutti i giovani di Latina, non la proprietà privata di una parte politica: continueremo a batterci perché torni a essere lo spazio aperto, trasparente e rappresentativo che il Regolamento comunale prevede e che la città merita», concludono Valeria Campagna, Leonardo Majocchi e Simone Acquasanta.


