Una moria di cozze superiore al 50% della produzione sta mettendo in ginocchio gli allevamenti del Golfo di Gaeta. A lanciare l’allarme è il Consorzio Molluschicoltura Golfo di Gaeta, che parla di una situazione ambientale ed economica eccezionale e chiede alle istituzioni di intervenire con urgenza. All’origine del fenomeno ci sarebbe il forte e persistente surriscaldamento del mare. Secondo i dati raccolti dalle sonde degli enti scientifici pubblici, nei giorni scorsi sarebbero state registrate temperature superiori ai 30 °C anche a circa 15 metri di profondità, condizioni considerate estremamente critiche per il Mytilus galloprovincialis.
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Gli allevatori, nonostante gli interventi messi in campo e il rispetto delle corrette pratiche di allevamento, non sarebbero riusciti ad arginare la mortalità. Un danno che ora rischia di trasformarsi in una vera emergenza per un comparto che dà lavoro a numerose famiglie. Il Consorzio chiede quindi accertamenti immediati da parte del Servizio Veterinario regionale e dell’Istituto Zooprofilattico per stabilire con precisione cause ed entità della moria. Alla Regione Lazio viene invece sollecitata la valutazione dei presupposti per il riconoscimento dello stato di emergenza e di calamità naturale e ambientale, insieme all’attivazione di misure di sostegno economico. «Non siamo di fronte a una normale difficoltà produttiva, ma a un evento di portata eccezionale che rischia di compromettere il futuro di un intero comparto», conclude il Consorzio Molluschicoltura Golfo di Gaeta.


