Parte a Formia la raccolta firme per “Restituiamo il Golfo ai cittadini”, la proposta elaborata da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, Un’Altra Città ed Europa Verde con l’obiettivo di portare in Consiglio comunale una serie di interventi riguardanti il futuro e la riqualificazione del Golfo.
Leggi sullo stesso argomento
FORMIA | Gianola-Santo Janni, interrogazione al sindaco: chiesto un piano su mobilità, sicurezza e servizi
LATINA | Sicurezza, Baccini chiede più agenti e presidi: “Serve una strategia strutturale”
LATINA | Sicurezza, Azione chiede un tavolo con Prefettura e Forze dell’Ordine dopo l’ultimo episodio di violenza
«Abbiamo depositato la nostra proposta e adesso comincia la raccolta delle firme. “Restituiamo il Golfo ai cittadini” nasce con l’obiettivo di costruire una proposta complessiva sul futuro del Golfo, capace di tenere insieme alcune delle principali questioni ambientali che interessano il nostro territorio e trasformarle in azioni concrete su cui impegnare l’Amministrazione comunale», spiegano le forze promotrici.
Secondo i firmatari, la tutela e la riqualificazione del Golfo sono strettamente legate alle prospettive di sviluppo di Formia e dell’intero comprensorio. Acquacoltura, depurazione, scarichi abusivi, qualità delle acque, attività del porto commerciale e traffico pesante sono i principali temi inseriti nella proposta, che le forze politiche intendono portare al centro dell’agenda politica e amministrativa.
Per quanto riguarda l’acquacoltura, viene chiesto che Formia segua direttamente il percorso di delocalizzazione degli impianti di piscicoltura dall’area interna del Golfo e che venga fatta chiarezza sulle concessioni, sulle superfici realmente occupate, sulle eventuali strutture dismesse e sui materiali ancora presenti in mare.
Sul fronte della depurazione, la proposta prevede di verificare il rispetto degli standard previsti per l’area sensibile, intervenire sulle criticità della rete fognaria e promuovere una task force sul territorio contro gli scarichi abusivi. Rispetto al porto commerciale di Gaeta, viene invece richiesto che Formia abbia un ruolo nel confronto con l’Autorità portuale e con gli enti competenti, insieme a maggiori controlli sulle merci considerate più impattanti e a una maggiore attenzione agli effetti del traffico pesante sulla viabilità e sul territorio.
Il percorso è stato costruito negli ultimi mesi attraverso lo strumento della deliberazione di iniziativa popolare, previsto dall’articolo 18 dello Statuto comunale, che consente di portare in Consiglio comunale una proposta sottoscritta dai cittadini.
Ad agosto le forze promotrici avevano presentato una prima bozza e successivamente aperto una piattaforma, che resterà attiva, per raccogliere contributi, osservazioni e proposte da cittadini, associazioni, forze politiche e operatori del territorio. La raccolta delle firme diventerà quindi anche un’occasione per proseguire il confronto sui temi ambientali e sulle criticità che riguardano Formia e il comprensorio, con l’intenzione di portare nelle sedi istituzionali anche le ulteriori proposte che emergeranno.
«Il punto di fondo resta quello da cui siamo partiti: il Golfo non è soltanto una questione ambientale. La qualità delle sue acque, l’equilibrio delle attività che vi insistono e la capacità di riqualificarlo riguardano direttamente la vivibilità e le possibilità di sviluppo di Formia e di tutto il comprensorio. Con questa proposta affrontiamo problemi di cui si parla da anni traducendoli in azioni amministrative precise e verificabili. Ora questo percorso passa attraverso la firma dei cittadini».
Luoghi, date e modalità della raccolta delle firme saranno comunicati nei prossimi giorni.


