La vicenda dell’Anfiteatro di Sezze torna al centro del dibattito politico. Sezze Bene Comune interviene dopo la perdita di 200mila euro destinati al completamento dell’opera, risorse che, secondo quanto riferito dal movimento, dovranno ora essere restituite. Per SBC, tuttavia, la questione non riguarda soltanto il finanziamento, ma il modello di sviluppo urbano scelto dall’amministrazione e la mancanza di un confronto con la città sul futuro dell’area.
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«Nella fretta di completare un’opera che contestiamo, si è perso il senso della riflessione e del confronto con la città», sostiene Sezze Bene Comune, che definisce la vicenda emblematica di un modo di amministrare contestato da tempo.
Secondo il movimento, prima ancora della perdita delle risorse sarebbe venuta meno l’opportunità di aprire una discussione pubblica sulla destinazione di uno spazio considerato strategico per un possibile intervento di rigenerazione urbana e ambientale.
SBC ribadisce infatti la propria posizione sull’Anfiteatro: l’edificio, anziché essere completato, avrebbe dovuto essere demolito, restituendo lo spazio all’aperto attraverso un progetto di ricucitura con il tessuto urbano e di restauro naturalistico dell’area.
Per il movimento non si tratta di opporsi a un investimento pubblico, ma di interrogarsi sull’utilizzo delle risorse e sul modello di città da costruire per il futuro. Alle contestazioni sull’Anfiteatro si aggiungono quelle relative al mancato rispetto dei tempi progettuali e alle altre trasformazioni urbanistiche attualmente al centro del dibattito, tra cui la prospettata demolizione dell’ex centro sociale e la variante urbanistica puntuale di Sezze Scalo.
Secondo SBC, questi interventi evidenzierebbero la mancanza di una strategia complessiva capace di mettere in relazione centro storico, quartieri, periferie, spazi pubblici e patrimonio ambientale e storico.
«Sezze ha bisogno di una visione, non di una successione di annunci», sottolinea il movimento, indicando un modello di rigenerazione urbana che non coincida necessariamente con nuove costruzioni, ma che possa prevedere anche demolizioni, recupero degli spazi aperti, maggiore presenza della natura e nuovi luoghi di aggregazione.
Per Sezze Bene Comune, proprio l’area dell’Anfiteatro avrebbe potuto rappresentare una delle occasioni per sperimentare questo approccio. La decisione di procedere verso il completamento dell’opera senza, secondo SBC, una riflessione condivisa avrebbe invece fatto emergere una difficoltà più generale nella programmazione delle trasformazioni urbane.
«SBC continuerà a sostenere un’idea diversa di Sezze: meno annunci, meno consumo di suolo, più spazio pubblico, più ambiente, più qualità urbana e soprattutto più capacità di immaginare la città prima di trasformarla», conclude Sezze Bene Comune.


