Dal 2 al 5 settembre tornano i «Pediatric Simulation Games», la competizione internazionale dedicata alla gestione delle emergenze pediatriche che per l’ottava edizione porterà a Latina circa 360 specializzandi, suddivisi in 40 squadre provenienti dalle università italiane e dagli atenei di Francia, Portogallo, Spagna e Ungheria.
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L’evento è stato ideato dal professor Riccardo Lubrano, professore associato di Pediatria presso l’Università degli Studi di Roma «La Sapienza» e primario dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria e Neonatologia dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. L’obiettivo è permettere ai giovani pediatri di acquisire e consolidare conoscenze e competenze nella medicina d’emergenza attraverso una competizione formativa ad alto profilo tecnico e scientifico.
Ad ospitare nuovamente i giochi sarà l’Istituto di Istruzione Superiore «San Benedetto-Einaudi-Mattei», in piazza Aldo Manuzio 10. Nei tre giorni di gara le squadre dovranno affrontare scenari clinici elaborati da professionisti con esperienza nella gestione delle urgenze pediatriche, seguendo il motto dei PSG: «Imparare a giocare, giocare per imparare».
Oltre trenta le emergenze sulle quali saranno chiamati a intervenire gli specializzandi: dall’arresto cardiaco all’insufficienza respiratoria, passando per polmonite, ostruzione delle alte vie aeree, shock settico, trauma cranico e malattie rare in pronto soccorso. Alla simulazione seguiranno debriefing formativi strutturati per analizzare le decisioni adottate e individuare i comportamenti clinici più efficaci.
L’edizione 2026 introduce anche due corsi paralleli. Il primo sarà dedicato all’ecocardiografia d’urgenza cardiaco-pediatrica e sarà tenuto dalla professoressa Ventriglia; il secondo affronterà il nuovo sistema di monitoraggio dell’ossigenazione durante la rianimazione, strumento finalizzato a prevenire danni cerebrali.
Ad affiancare le squadre saranno giudici e formatori esperti nella medicina d’emergenza pediatrica. La giuria avrà una forte componente internazionale, con medici provenienti da realtà come il Boston Children’s Hospital, lo Stollery Children’s Hospital di Edmonton, il Children’s Hospital of Philadelphia e l’Hospital Italiano de Buenos Aires.
La manifestazione si concluderà nel pomeriggio del 5 settembre con la cerimonia finale e l’assegnazione della Coppa dei Pediatric Simulation Games. Nell’edizione dello scorso anno a imporsi era stata l’Università degli Studi di Trieste, seguita da Udine. Saranno confermati anche i riconoscimenti per il «Miglior lavoro di squadra», la «Migliore gestione della Rianimazione Cardiopolmonare (CPR)» e la «Migliore gestione delle vie aeree», conquistati dodici mesi fa rispettivamente dalle università di Perugia, Milano-La Statale e Verona.
«Quest’anno raggiungiamo un traguardo straordinario con 40 squadre in gara provenienti da università italiane ed estere, inclusi team da Francia, Portogallo, Spagna e Ungheria. I Pediatric Simulation Games sono diventati a tutti gli effetti il punto di riferimento internazionale per la formazione nelle emergenze pediatriche», sottolinea il professor Riccardo Lubrano.
«Inoltre, il respiro globale di questa ottava edizione è confermato dalla nostra prestigiosa giuria. Avremo con noi i massimi esperti mondiali provenienti da istituti d’eccellenza come gli ospedali pediatrici di Boston, Philadelphia e Buenos Aires, a testimonianza dell’altissimo valore scientifico dell’evento», conclude Lubrano.





