Codici torna a criticare il sistema di raccolta dei rifiuti adottato nel capoluogo pontino e chiede al Comune una revisione complessiva del piano industriale di Abc, denunciando disagi per i cittadini, difficoltà per i lavoratori e costi elevati del servizio.
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Secondo l’associazione, le criticità già evidenziate in passato sarebbero state confermate dall’avvio del nuovo piano. Nel mirino c’è soprattutto il sistema porta a porta, ritenuto poco adatto alla conformazione urbanistica della città e alle esigenze di chi vive in edifici condominiali o in abitazioni con spazi ridotti.
Tra i principali problemi segnalati figura la frequenza della raccolta della frazione organica, effettuata tre volte alla settimana. Per Codici, gli intervalli tra un ritiro e l’altro provocherebbero fermentazione, cattivi odori, presenza di animali, rottura delle buste e la necessità di lavare frequentemente i mastelli, con conseguente consumo di acqua e detergenti.
L’associazione richiama inoltre l’attenzione sull’occupazione dei marciapiedi da parte dei contenitori, con possibili ostacoli per pedoni e persone con disabilità, e sulle difficoltà incontrate dagli utenti che non possono esporre i mastelli nei giorni prestabiliti per motivi di lavoro, ferie o altre esigenze personali.
Un ulteriore elemento di criticità, secondo Codici, riguarda la differenza di trattamento tra gli utenti serviti dal porta a porta e coloro che possono utilizzare i cassonetti stradali, conferendo i rifiuti ogni volta che ne abbiano necessità.
L’associazione ricorda inoltre che il sistema elaborato dalla cooperativa Erica prevedeva come obiettivo finale l’introduzione della tariffa puntuale, basata sulla quantità e sulla tipologia dei rifiuti conferiti da ciascun utente. La mancata applicazione di questo principio, secondo Codici, rappresenterebbe una ragione sufficiente per rivedere il piano, anche alla luce del peso della Tari sulle famiglie.
Il comunicato sottolinea anche le difficoltà operative affrontate dai lavoratori di Abc, chiamati a svolgere mansioni fisicamente impegnative e in ogni condizione meteorologica. Codici invita quindi l’amministrazione ad ascoltare non soltanto le rivendicazioni sindacali, ma anche le segnalazioni provenienti dagli utenti.
«Molto probabilmente, se in Comune vi fosse l’intelligenza, oltre che l’umiltà, di ascoltare le voci di chi rappresenta l’utenza e le problematiche che essa deve sopportare, alcune delle attuali criticità non si sarebbero verificate e, lo diciamo senza presunzione, quasi certamente con minori costi generali a carico della collettività», afferma Antonio Bottoni, responsabile provinciale di Codici.
L’associazione richiama infine la legge 244 del 2007 e ricorda di aver già sollecitato il Comune con una nota inviata il 4 novembre 2025 al responsabile del Settore Ambiente, chiedendo maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni riguardanti il servizio.


