Si riaccende a Latina il confronto sul futuro della piazzetta del quartiere Nicolosi e sul suo utilizzo, tema strettamente legato anche alla continuità della rassegna estiva @nicolosi. A intervenire nel dibattito è Adriana Marucco, autrice del volume Il fuoco della Casba e promotrice dell’associazione APS Angolo di Chirone, che negli ultimi anni ha svolto attività educative e di doposcuola nel quartiere.
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Marucco sottolinea di sentirsi direttamente coinvolta nella vicenda sia per il legame personale e familiare con il Nicolosi sia per l’esperienza maturata attraverso l’associazione, che per tre anni ha organizzato doposcuola, laboratori creativi e attività rivolte a bambini e ragazzi di diversa provenienza. L’APS aveva operato in un locale Ater situato di fronte allo Spazio Culturale Nicolosi, riconsegnato nel 2025 alla scadenza del contratto di affitto.
Secondo quanto ricostruito da Marucco, dopo il trasferimento in un altro locale poco distante, sempre in via Filippo Corridoni, non sarebbero più esistite le condizioni per proseguire la collaborazione con lo Spazio Culturale Nicolosi all’interno del progetto originario. La possibilità di continuare a usufruire dei fondi, spiega, sarebbe stata legata allo svolgimento delle attività nella sede dello stesso Spazio, una soluzione ritenuta però poco adatta alle esigenze dei più piccoli e alla continuità del lavoro educativo.
Da qui la scelta di interrompere l’esperienza, con il conseguente smantellamento del nuovo spazio realizzato per le attività dei bambini. Marucco rivendica il valore della formazione, della scolarizzazione e dell’educazione alle regole come strumenti centrali per una reale rigenerazione sociale del quartiere.
Sul tema della piazzetta, la posizione espressa è quella di evitare contrapposizioni rigide. Secondo Marucco, lo spazio deve poter essere vissuto dalla collettività, ma senza dimenticare le esigenze e i diritti dei residenti, molti dei quali hanno un legame storico con il quartiere. Da qui l’invito a mantenere aperto il confronto, cercando un equilibrio tra iniziative culturali, rispetto delle regole e convivenza con chi abita quotidianamente il Nicolosi.
Il messaggio finale è quello di privilegiare il dialogo e la flessibilità rispetto alle posizioni precostituite, con l’obiettivo di costruire un percorso realmente condiviso e capace di tenere insieme le diverse anime del quartiere.


