L’assunzione di 22 nuove assistenti sociali per il Distretto Socio-Sanitario LT2 rappresenta, secondo Latina Bene Comune, un importante rafforzamento dei servizi rivolti alle persone e alle famiglie. Il movimento solleva però una polemica sulla gestione della presentazione delle nuove unità di personale, tenutasi lo scorso 4 agosto nella sede di via Bonn.
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LBC sostiene infatti che i sindaci e gli assessori competenti dei Comuni di Pontinia, Sabaudia, Sermoneta e Norma non siano stati formalmente invitati alla conferenza di benvenuto e contesta che un risultato riguardante l’intero Distretto sia stato presentato come un’iniziativa riconducibile esclusivamente al Comune di Latina.
«È importante ricordare – sottolineano l’ex sindaco di Latina Damiano Coletta e la segretaria di Latina Bene Comune Elettra Ortu La Barbera – che queste 22 nuove assistenti sociali vengono assunte nell’ambito del Distretto LT2, di cui il Comune di Latina è capofila ma del quale fanno parte anche Pontinia, Sabaudia, Sermoneta e Norma. È proprio la dimensione distrettuale, e quindi la collaborazione tra tutti i Comuni, a rendere possibile una programmazione condivisa dei servizi, delle risorse e del personale. Non è dunque un risultato esclusivo del capoluogo, ma un investimento che riguarda un intero territorio e che deve essere riconosciuto e valorizzato come tale».
Per LBC, quanto accaduto non rappresenterebbe soltanto uno «sgarbo istituzionale» tra amministratori, ma lancerebbe un segnale sbagliato alle comunità che compongono il Distretto. Secondo il movimento, l’esclusione dei rappresentanti delle altre amministrazioni da un momento ritenuto significativo non riconoscerebbe pienamente il ruolo dei territori che, insieme a Latina, partecipano alla costruzione delle politiche sociali distrettuali.
Latina Bene Comune richiama quindi l’amministrazione guidata dal sindaco Matilde Celentano al ruolo del capoluogo, che, secondo il movimento, deve essere di guida e coordinamento e non di «proprietà o comando assoluto». Le nuove unità di personale, sottolinea LBC, saranno infatti chiamate a operare sull’intero territorio del Distretto.
«E c’è un ulteriore elemento che rende ancora più incomprensibile quanto accaduto – aggiungono Coletta e Ortu La Barbera –: la sindaca Matilde Celentano è delegata ANCI al Welfare e alle Politiche sociali. Proprio per il ruolo che ricopre a livello nazionale dovrebbe essere la prima a dare il buon esempio sul piano della collaborazione istituzionale, della condivisione e del rispetto tra i Comuni. Il welfare, a maggior ragione quando viene costruito attraverso una dimensione distrettuale, non può essere interpretato come patrimonio di una sola amministrazione».
Da qui la richiesta di una gestione maggiormente condivisa delle politiche sociali e delle attività del Distretto.
«Il welfare – continuano Coletta e Ortu La Barbera – non si costruisce con iniziative autoreferenziali o con la propaganda di parte, ma attraverso la collaborazione tra istituzioni, il confronto e il riconoscimento reciproco. Se oggi possiamo contare su 22 nuove assistenti sociali, dobbiamo avere la capacità di raccontare questo risultato per quello che è: un risultato del Distretto LT2 e di tutti i Comuni che ne fanno parte. È proprio questa la logica della gestione associata dei servizi sociali».
Secondo LBC, l’esclusione delle altre amministrazioni dalla presentazione rischia di indebolire lo spirito di collaborazione istituzionale che dovrebbe essere alla base del funzionamento del Distretto.
Il movimento chiede quindi «immediata chiarezza» sulle ragioni del mancato invito e che la gestione del Distretto LT2 torni a essere pienamente condivisa e rispettosa di tutte le realtà locali.
«Quando si parla di servizi sociali e di tutela delle persone più fragili, non ci sono cittadini di serie A o di serie B e non ci sono Comuni da mettere ai margini: c’è un territorio che deve essere governato insieme», conclude Latina Bene Comune.


