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Mondoreale > Blog > Politica > FORMIA E GAETA | Piscicoltura nel Golfo, Magliozzi: «I conti non tornano, servono controlli sulle concessioni»
Politica

FORMIA E GAETA | Piscicoltura nel Golfo, Magliozzi: «I conti non tornano, servono controlli sulle concessioni»

Ultimo aggiornamento: 12 Agosto 2026 9:38
Redazione Pubblicato 12 Agosto 2026
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Il consigliere comunale Luca Magliozzi torna sulla questione degli impianti di piscicoltura presenti nel Golfo di Gaeta e chiede controlli sulle superfici effettivamente occupate rispetto a quelle previste dalle concessioni.

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«Bandiere Blu e riconoscimenti, ma poi a chi amministra Formia e Gaeta sembra interessare molto meno quello che succede davvero nel Golfo. Eppure, a volte, basterebbe davvero poco. In questi anni abbiamo chiesto più volte, come forza politica e nelle sedi istituzionali, controlli sulle superfici effettivamente occupate dagli allevamenti. Visto che le risposte sono sempre state poche, ho provato a fare una verifica molto semplice», afferma Magliozzi.

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Il consigliere spiega di aver utilizzato Google Earth e Copernicus per misurare l’area oggi materialmente interessata dagli impianti di piscicoltura presenti all’interno del Golfo di Gaeta. «Con entrambi gli strumenti il risultato è nell’ordine dei 140.000 metri quadrati. Anche la posizione e le coordinate degli impianti non coincidono con quelle delle aree autorizzate. Peccato che le due concessioni, intestate alla stessa società, riguardino complessivamente solo 91.000 metri quadrati. Una differenza enorme», sostiene Magliozzi. Inoltre, precisa che le misurazioni sono state effettuate attraverso immagini satellitari e non sostituiscono un rilievo tecnico ufficiale, potendo presentare un margine di approssimazione nella quantificazione esatta della superficie.

«Ma il punto sostanziale non cambia: le superfici occupate e i perimetri degli impianti non corrispondono a quelli che risultano dalle concessioni. Com’è possibile che in tutti questi anni nessuno abbia verificato una differenza così evidente tra ciò che è stato autorizzato e ciò che realmente occupa il Golfo?», prosegue il consigliere. Secondo Magliozzi, la stessa verifica dovrebbe essere effettuata su tutte le concessioni di acquacoltura presenti nel Golfo, comprese quelle di mitilicoltura. Il consigliere richiama inoltre la prevista delocalizzazione degli impianti di piscicoltura fuori dall’area interna del Golfo. «Perché se questo è il livello di attenzione su strutture enormi e perfettamente visibili al centro del Golfo, diventa difficile stare tranquilli su tutto quello che invece nel Golfo arriva e si vede meno. E penso inevitabilmente al torrente Rio Fresco, agli sversamenti, agli scarichi e a tutto ciò che finisce in mare. Se facciamo fatica a controllare quello che abbiamo davanti agli occhi, figurarsi il resto», aggiunge Magliozzi. Il consigliere rivolge quindi una critica all’Amministrazione comunale di Formia e richiama la campagna «Restituiamo il Golfo ai cittadini», promossa per impegnare l’ente su alcune questioni ritenute decisive per il rilancio dell’area.

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«Tra le cose da fare c’è questa: controllare davvero le concessioni e verificare quanto mare è autorizzato e quanto ne viene realmente occupato. In fondo, il futuro del Golfo passa anche da qui: meno pressione ambientale e più spazio alle attività che possono creare economia e lavoro anche negli anni a venire», conclude Luca Magliozzi.

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