Il bilancio comunale accende lo scontro politico. Il gruppo consiliare del Partito Democratico interviene dopo il parere del Revisore dei Conti e punta il dito contro la maggioranza, contestandone la gestione finanziaria e rivendicando i risultati ottenuti durante la precedente amministrazione.
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«Ci troviamo di fronte a una maggioranza che ha portato il nostro Comune a un’umiliazione mai verificatasi prima nella storia cittadina: il parere negativo del Revisore dei Conti, arrivato dopo un percorso fallimentare e dopo che la giunta ha reiteratamente ignorato tutti i nostri avvertimenti», affermano dal PD.
L’opposizione respinge inoltre la ricostruzione secondo cui l’attuale amministrazione avrebbe ereditato una situazione finanziaria particolarmente difficile. Il gruppo sottolinea la lunga presenza al governo cittadino dell’attuale area di maggioranza, interrotta, secondo quanto riportato nella nota, soltanto dal quinquennio 2016-2021. «In pratica, stanno accusando se stessi del passato per giustificare l’incapacità del presente. Più che un’eredità, la loro sembra un’auto-assoluzione contorta», sostiene il PD.
Il gruppo consiliare passa quindi ai numeri della precedente gestione, ricordando di aver accantonato 250mila euro nel 2019 per potenziali passività e ulteriori 130mila euro nel 2021. Secondo l’opposizione, queste risorse starebbero consentendo oggi di fornire copertura anche ad alcune passività dell’Ente.
Il PD ricostruisce anche la situazione finanziaria trovata nel 2016, sostenendo di aver ereditato un Comune costretto a ricorrere all’anticipazione di tesoreria per oltre 600mila euro giornalieri, con circa 2mila euro al mese di interessi passivi, e di aver concluso il proprio mandato lasciando oltre 1,1 milioni di euro di disponibilità di cassa.
Nel comunicato vengono inoltre richiamati diversi debiti fuori bilancio e atti transattivi affrontati tra il 2016 e il 2021. Gli importi indicati riguardano le delibere di Giunta n. 67/16 per 65.475,89 euro, n. 57/17 per 325.294,94 euro, n. 42/18 per 3.884 euro, n. 164/19 per 30.130,19 euro, n. 86/19 per 5.106 euro, n. 149/20 e n. 150/20 per 83.625,13 euro ciascuna e n. 19/21 per 18.890,74 euro, oltre alla delibera di Consiglio n. 30/19 per 35.619,75 euro. Il totale indicato dal gruppo è di 651.651,77 euro.
Al centro delle critiche anche la comparsa, dopo il primo parere negativo del Revisore, di circa 200mila euro di debiti fuori bilancio. Il PD evidenzia che il successivo parere sarebbe diventato favorevole, ma subordinato a precise prescrizioni. «Ci voleva la tirata d’orecchie dell’organo di revisione? Tutto questo non è serio», si legge nella nota.
L’opposizione solleva poi dubbi sulla stima delle entrate correnti e, in particolare, sulla voce relativa al cosiddetto «benefit»: a fronte di una previsione di 500mila euro iscritta a bilancio, secondo i dati riportati dal PD sarebbero stati incassati fino ad oggi 18mila euro. «Programmare spese su entrate non ancora incassate è la logica sbagliata che ha portato questa maggioranza a sbattere. Il problema di cassa rimane gravissimo», sostiene il gruppo.
Da qui la decisione di esprimere in Consiglio comunale un voto nettamente contrario. Per il Partito Democratico, la maggioranza avrebbe i numeri per procedere con l’approvazione degli atti, ma resterebbero irrisolte le criticità politiche e tecnico-contabili contestate dall’opposizione. «La storia giudicherà questa giunta per aver riportato verso il baratro un Ente che, con i nostri enormi sacrifici, ne era faticosamente uscito», conclude il gruppo consiliare PD insieme al segretario del circolo.


