Dopo la revoca della Bandiera Blu da parte della Foundation for Environmental Education (FEE), il sindaco Alberto Mosca interviene per spiegare la posizione dell’Amministrazione comunale, respingendo le accuse di inerzia e definendo il provvedimento «oltremodo dannoso» per l’immagine della città.
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Secondo il primo cittadino, la mancata attivazione delle postazioni di salvataggio sulle spiagge libere, motivo alla base della revoca del riconoscimento, non sarebbe riconducibile a inefficienze del Comune. Mosca spiega infatti che gli uffici comunali avevano avviato nei tempi previsti le procedure per affidare il servizio, pubblicando un bando per sette postazioni di salvamento, ma la gara è andata deserta a causa della carenza di personale qualificato disponibile.
«La contestata mancata attivazione delle postazioni di salvamento presso i tratti di spiaggia libera del nostro litorale non può essere in alcun modo riconducibile a inerzia, negligenza o inefficienza dell’Amministrazione», afferma il sindaco, sottolineando come tale circostanza sia stata illustrata nelle controdeduzioni trasmesse alla FEE.
Mosca evidenzia inoltre che il Comune aveva previsto condizioni economiche più favorevoli, applicando il contratto collettivo nazionale del turismo per rendere il bando maggiormente attrattivo. Nonostante ciò, non sarebbero pervenute candidature.
Il sindaco ricorda poi che, in assenza del servizio di salvataggio, il Comune ha comunque adottato le misure previste dall’Ordinanza di Sicurezza Balneare dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Terracina, installando cartellonistica informativa plurilingue sulle spiagge libere. Successivamente sono state inoltre affidate tre postazioni di salvamento nei tratti di arenile privi di chioschi, stipulate convenzioni per la presenza di un’ambulanza a Bufalara e attivato un servizio di pattugliamento con unità cinofile da salvataggio nei fine settimana.
Nel documento inviato alla FEE, aggiunge Mosca, il Comune aveva anche evidenziato come la difficoltà nel reperire bagnini rappresenti un problema diffuso in molte località balneari insignite della Bandiera Blu, proponendo una revisione dei criteri di valutazione e della normativa sul rilascio dei brevetti di salvataggio.
«Mi dispiace che la FEE non abbia in alcun modo preso in considerazione le nostre documentate argomentazioni, soprattutto perché la revoca, adottata sulla base di un discutibile criterio di responsabilità oggettiva dell’Ente, si traduce in un vero e proprio pregiudizio per l’immagine di Sabaudia», conclude il sindaco, annunciando che l’Amministrazione sta valutando la vicenda per verificare l’eventuale ricorso alle sedi competenti.
L’intervento del primo cittadino arriva all’indomani delle polemiche politiche seguite alla revoca del riconoscimento internazionale assegnato alle località balneari che rispettano specifici criteri ambientali e di qualità dei servizi.


