L’Unione Consumatori Italiani (Uci) lancia un allarme sulla crescente diffusione del sistema di pagamento Buy Now Pay Later (Bnpl), sempre più utilizzato anche per finanziare vacanze e beni non essenziali. Secondo l’associazione, senza adeguati strumenti di tutela, trasparenza ed educazione finanziaria, il fenomeno potrebbe trasformarsi in una vera criticità sociale ed economica.
Leggi sullo stesso argomento
ROMA | Accordo tra Regione e sindacati, welfare e progressioni per il personale
ROMA | Ricerca clinica: accordo tra Regione Lazio, Farmindustria e Unindustria per rafforzare innovazione e investimenti
ROMA | Agricoltura: dalla Regione Lazio 1,8 milioni per la manutenzione delle strade rurali
Secondo i dati richiamati dall’Uci, nei primi cinque mesi del 2026 gli italiani hanno richiesto circa 170 milioni di euro di finanziamenti destinati esclusivamente alle vacanze. Parallelamente continua a crescere il ricorso alle formule «compra ora, paga dopo», una tendenza che, evidenzia l’associazione, aumenta il rischio di sovraindebitamento delle famiglie.
«Non possiamo ignorare i segnali che arrivano dal mercato. Il problema non è lo strumento del Buy Now Pay Later in sé ma l’utilizzo che ne viene fatto. Quando il credito viene impiegato per sostenere investimenti, affrontare imprevisti o soddisfare esigenze essenziali, svolge una funzione economica e sociale importante. Quando invece diventa il mezzo attraverso cui finanziamo consumi non indispensabili e non alla nostra portata, come una vacanza o un bene voluttuario, allora dobbiamo interrogarci sul modello di consumo che si sta diffondendo», dichiara il segretario federale dell’Uci, Massimiliano Albanese.
L’associazione sottolinea come il rischio maggiore sia la progressiva normalizzazione del debito, con rate di piccolo importo che, sommate tra loro, possono compromettere l’equilibrio economico di molte famiglie.
«Il pagamento rateizzato viene percepito come un gesto naturale, quasi privo di conseguenze. Ma tante piccole rate, sommate tra loro, possono diventare un peso insostenibile per migliaia di famiglie. È così che nasce il sovraindebitamento: non da un grande debito, ma da tanti piccoli impegni economici», prosegue Albanese.
L’Uci ribadisce il proprio sostegno al comparto turistico italiano, ma invita a non fondare la crescita del settore sull’indebitamento dei consumatori.
«Il turismo rappresenta una ricchezza straordinaria per il nostro Paese e va sostenuto con convinzione. Ma la crescita del turismo non può poggiare sull’indebitamento delle famiglie. Sarebbe un equilibrio solo apparente e destinato, nel lungo periodo, a produrre effetti negativi sia per i cittadini sia per lo stesso sistema economico», afferma il segretario federale.
In conclusione l’Unione Consumatori Italiani chiede una maggiore attenzione sul tema dell’educazione finanziaria e del credito responsabile.
«Oggi siamo ancora in tempo per evitare che una tendenza di mercato si trasformi in una vera piaga socio-economica. Il nostro dovere è agire ora, promuovendo una cultura del credito responsabile e della sostenibilità finanziaria delle famiglie italiane. Difendere i consumatori significa anche proteggerli dai rischi che ancora non vedono», conclude Albanese.


