Quella che per anni era stata considerata una pesante esposizione debitoria si è trasformata, dopo una lunga battaglia giudiziaria, in un credito riconosciuto dal Tribunale di Tivoli. La sentenza ha revocato un decreto ingiuntivo da oltre 240 mila euro nei confronti della società laziale Clas Srl, riconoscendo invece all’azienda un credito di 187.395,13 euro, oltre agli interessi e alle spese di giudizio.
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La vicenda ha accompagnato per anni la storia dell’azienda, già duramente colpita da una grave crisi economica, da un incendio che aveva distrutto uno dei principali capannoni e, successivamente, dalla scomparsa del suo storico amministratore, deceduto prima della conclusione del procedimento.
Secondo quanto ricostruito nel corso del giudizio, la richiesta di pagamento avanzata dalla società Siena NPL 2018 S.r.l., cessionaria del credito originariamente vantato da Banca Monte dei Paschi di Siena, è stata completamente smentita dagli accertamenti tecnici disposti dal Tribunale.
Determinante è risultata la consulenza tecnica d’ufficio, che ha ricostruito l’intero rapporto bancario evidenziando lacune nella documentazione prodotta e un saldo finale completamente diverso da quello rivendicato inizialmente. Il giudice ha quindi revocato il decreto ingiuntivo e stabilito che non era la società a essere debitrice, bensì creditrice nei confronti dell’istituto.
«Questa vicenda dimostra che una richiesta di pagamento, anche quando è accompagnata da un decreto ingiuntivo, non rappresenta necessariamente la verità dei fatti. La corretta ricostruzione del rapporto bancario è fondamentale. Questa sentenza ricorda a imprese e cittadini che vale sempre la pena verificare attentamente la documentazione bancaria prima di rassegnarsi a una richiesta di pagamento», commenta l’avvocato Sabino Brizzi, difensore della società.
Per la famiglia dell’imprenditore scomparso, la decisione rappresenta anche il riconoscimento di una lunga battaglia condotta per dimostrare che quel presunto debito non esisteva. Una vicenda che, secondo il Tribunale, si è conclusa con un esito diametralmente opposto rispetto a quello prospettato all’inizio della causa.


