Lunedì 6 luglio si preannuncia come una delle notti più calde di questi Mondiali 2026. In programma ci sono due ottavi di finale di altissimo livello, con in palio due posti ai quarti: prima il derby iberico tra Portogallo e Spagna alle 21:00 all’AT&T Stadium di Dallas, poi nella notte la sfida tra Stati Uniti e Belgio al Lumen Field di Seattle, con calcio d’inizio alle 2:00 ora italiana.
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Portogallo e Spagna si sono affrontate 41 volte nella storia, con un bilancio nettamente favorevole alla Roja: 18 vittorie spagnole contro 7 portoghesi e 16 pareggi. Ai Mondiali i precedenti sono indimenticabili: il 3-3 russo del 2018 con tripletta di Ronaldo e il fondamentale 1-0 del 2010 con gol di Villa, quando la Spagna proseguì fino al titolo. L’ultimo precedente risale alla finale della Nations League 2025, quando il Portogallo ha pareggiato 2-2 e si è imposto ai calci di rigore.
Il Portogallo arriva alla sfida imbattuto ma altalenante: quattro gare, soli due gol subiti, ma con lo 0-0 con la Colombia e l’1-1 con il Congo a ricordare qualche difficoltà nella manovra. Contro la Croazia è servito un gol al 94° di Gonçalo Ramos. La Spagna di Luis de la Fuente invece non ha ancora subito gol: ha battuto 4-0 l’Arabia Saudita e 1-0 l’Uruguay, anche se lo 0-0 con Capo Verde ha ricordato che il torneo è ricco di insidie.
Tutti a disposizione per il Portogallo, mentre nella Spagna danno forfait Nico Williams e Yeremi Pino. Martinez si affiderà al solito 4-2-3-1 con Ronaldo punta, supportato da Pedro Neto, Bruno Fernandes e Leão. De La Fuente risponderà con Yamal, Olmo e Baena alle spalle di Oyarzabal, che ha contribuito direttamente a cinque degli otto gol spagnoli nel torneo.
La sfida è circondata da polemiche: al centro la revoca della squalifica di Folarin Balogun, che ha scatenato la reazione ironica del ct belga Rudi Garcia: “Non sapevo che il 5 luglio fosse il 1° aprile negli Stati Uniti“.
Sul campo, gli USA hanno chiuso al primo posto nel Gruppo D, mentre il Belgio ha vinto il Gruppo G. La vittoria ai sedicesimi contro la Bosnia è stata solo la seconda degli USA in una gara a eliminazione diretta: l’unica precedente risale al 2002 contro il Messico. Il Belgio invece arriva dopo una rimonta spettacolare: da un iniziale 2-0 subito al 3-2 finale con gol di Tielemans all’ultimo secondo contro il Senegal.
La chiave tattica sarà il dominio del centrocampo e la rapidità nelle transizioni. Il Belgio si affida all’esperienza di Kevin De Bruyne per servire Doku e Trossard, mentre gli USA punteranno sulla velocità di Pulisic in contropiede. La vincente di entrambe le sfide si troverà di fronte proprio nell’eventuale quarto di finale.


